Tra tutte le fonti rinnovabili quella geotermica, che sfrutta il calore proveniente dalla terra, è la più antica, conosciuta sin dall’antichità, visto che già migliaia di anni fa in Cina, nell’antica Roma e in tutto il bacino del mediterraneo, veniva sfruttata per creare reti di riscaldamento e per l’acqua calda.
In Italia la geotermia vanta una storia addirittura secolare, poichè il primo impianto fu inaugurato nel lontano 1904.
La geotermia sfrutta l’energia gratuita e rinnovabile presente nella terra, per riscaldare gli edifici.
L’energia immagazzinata nel terreno viene catturata con diversi sistemi, a seconda del tipo di abitazione. Si possono impiegare dei sensori orizzontali, che si inseriscono a ca. 60-80 cm di profondità oppure delle sonde infisse verticalmente a profondità maggiori. L’energia viene poi trasformata in calore con l’impiego di pompe di calore, collegate a sistemi di riscaldamento centralizzato che sostituiscono i bruciatori a gas o a nafta. L’energia prodotta può essere impiegata anche per riscaldare l’acqua sanitaria e per climatizzare i locali in estate, invertendo i cicli di produzione energetica.
Lo sfruttamento di questa energia è anche economico, se rapportato ai costi per lo sfruttamento dei combustibili fossili. Infatti per ottenere 3 o 4 KWh da una pompa di calore è sufficiente 1KWh di energia elettrica. Inoltre, si tratta di un’energia pulita, perché non provoca emissione di monossido e diossido di carbonio in atmosfera.
Lo scorso dicembre è stato inaugurato a Corsico, dall’azienda svedese Ikea, da sempre attenta ai problemi ambientali, un grande impianto geotermico, in grado di climatizzare in tutte le stagioni il proprio megastore in quella città. Si tratta di un progetto che l’azienda intende replicare in futuro per il punto vendita di Parma.
Lo store Ikea di Corsico è il più grande in Italia e, con questo progetto, si intende coprire intorno al 50% del fabbisogno energetico, oltre a ridurre le emissioni di CO2 di circa 800 tonnellate l’anno.
L’impianto è costituito da 304 sonde poste ad una profondità di 125 m.
Alla costruzione dell’impianto ha contribuito anche la Provincia di Milano. Infatti l’impianto di Corsico, uno dei più grandi in Europa, costituirà un progetto pilota per tutta la provincia, piuttosto densamente popolata.
Il futuro della geotermia è costituito, comunque, da una nuova generazione di impianti denominata Egs, Enhanced Geotermal System.
Il sistema è allo studio di ricercatori italiani del Politecnico di Torino e prevede di far circolare acqua all’interno di tubazioni a circuito chiuso poste ad alte profondità. Una volta tornato in superficie il fluido, riscaldato, sarà in grado di fornire energia a più abitazioni per il riscaldamento, l’acqua calda e l’elettricità.
Tali sistemi sono già in fase di sperimentazione negli Stati Uniti e molti scienziati ritengono che, in futuro, potrebbero permettere di coprire fino al 10% del fabbisogno totale di energia, se diffusi in maniera capillare.
Tuttavia essi presentano, per il momento, degli effetti collaterali non trascurabili, rappresentati dalle scosse telluriche che potrebbe provocare. La costruzione di un impianto nei pressi di Basilea è stata, infatti, interrotta a causa delle scosse sismiche prodottesi.
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arch. Carmen Granata