News di Impianti Ing. Vincenzo Granato

Impianti Antincendio: l'Acqua

Le naturali caratteristiche dell'acqua come mezzo estinguente possono essere amplificate con l'utilizzo di tecniche come l'emulsione e la diluizione.

Impianti Antincendio: l'Acqua

Impianti Antincendio, l'Acqua



manichettaL'efficienza di un sistema di spegnimento degli incendi ha un'importanza pari all'efficienza di segnalazione di allarme di un sistema di rilevazione incendi; negli impianti di spegnimento che utilizzano l'acqua come mezzo estinguente e' fondamentale, dunque, avere un sistema che garantisca la sicurezza di intervento e le portate e pressioni necessarie per contrastare l'incendio.

Da sempre l’acqua ha costituito il mezzo estinguente più comunemente utilizzato e disponibile ampiamente su scala planetaria, basti pensare ai mari, fiumi e laghi; l’efficacia dell’acqua come mezzo estinguente, nella maggior parte degli incendi risiede nelle caratteristiche fisiche dell’acqua stessa; sia l’elevato calore specifico di cui è dotata l’acqua sia l’elevato calore latente di evaporazione (il calore accumulato durante il passaggio di fase, dell’acqua, da liquido a vapore) permettono all’acqua di immagazzinare una notevole quantità di calore, naturalmente sottratta in caso di incendio, ai materiali che bruciano.

Un’altra caratteristica intrinseca e fondamentale dell’acqua per l’azione sprinklerestinguente, è la capacità di mantenere la propria struttura molecolare H2O (costituita da due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno) indipendentemente dallo stato fisico nel quale si trova, solido, liquido o aeriforme e nel passaggio di transizione tra essi.

Infatti, l’azione di spegnimento di un incendio esercitata dall’acqua, avviene attraverso il passaggio di fase dell’acqua stessa dallo stato liquido a quello di vapore con la conseguente sottrazione di calore dal materiale che brucia, necessario al passaggio di fase, fino allo spegnimento.

Se, per ipotesi assurda, durante tale passaggio le molecole dell’acqua si rompessero, rilasciando atomi di idrogeno ed ossigeno, h20ci sarebbe un effetto devastante dovuto ad esplosioni ed amplificazione dello stesso incendio, ma la stabilità molecolare dell’acqua garantisce che ciò accada con una probabilità quasi nulla. 

Il fenomeno descritto, di passaggio di fase dallo stato liquido, precisamente di goccioline di acqua, allo stato di vapore permette in prossimità delle fiamme di ridurre anche la quantità di ossigeno presente  che alimenta le stesse fiamme; tale  fenomeno appositamente amplificato, ha fatto nascere i sistemi identificati con il nome di water mist system, tali sistemi amplificano notevolmente la velocità di passaggio dell’acqua dallo stato liquido (precisamente goccioline) allo stato di vapore.

Inoltre le caratteristiche di densità, non comprimibilità, fluidità, e peso dell’acqua, note a tutti, ne consentono, il semplice trasporto anche su lunga distanza, la possibilità di realizzare notevoli riserve e la possibilità di realizzare getti dell’ordine delle decine di metri, il tutto sfruttando tecnologie più che centenarie, assestate ed economicamente contenute.

Le caratteristiche dellacqua’acqua consentono, a seconda dei vari tipi di incendio di realizzare diversi tipi di azioni estinguenti, in alcuni casi possono essere efficaci, azioni di spegnimento con l’acqua emessa sottoforma nebulizzata e/o di vapore, in altri casi (in funzione dei materiali che bruciano) una maggiore efficacia dell’azione di spegnimento dell’acqua può essere ottenuta con le cosiddette azioni a diluvio e/o con getti a distanza.
 

Emulsione e Diluizione



Tra gli altri meccanismi di spegnimento a base di acqua meno noti, ci sono quelli nei quali, l’acqua viene unita a degli oli o combustibili che hanno caratteristiche di elevata viscosità ed elevata temperatura di incendio, l’emulsione, in generale è la miscelazione forzata di sostanze immiscibili, come acqua ed olio in questo caso; il risultato dell’emulsione in questione è una sostanza particolarmente efficace nella riduzione dei vapori infiammabili, prodotti dalla combustione di liquidi infiammabili, come quelli alcolicialcool.

In maniera simile a quanto descritto per l’emulsione, si hanno con la miscelazione dell’acqua e di altre sostanze specifiche, risultati eccellenti per ridurre i fenomeni di produzione di vapori infiammabili durante lo sviluppo di un incendio, anche in questo caso si tratta di miscelare nell’acqua liquidi combustibili con elevata temperatura di incendio.

L’emulsione e la miscelazione dell’acqua con oli e/o combustibili al fine di ridurre l’infiammabilità e/o l’esplosività di vapori e/o materiali, costituisce una delle argomentazioni border line della rilevazione incendi, a tal proposito tra i riferimenti più importanti che identificano in maniera specifica i suddetti oli e/o sostanze combustibili, c’è la classificazione americana NFPA, mentre le norme italiane fanno riferimento ai combustibili identificati come di classe C.
 

 

 


ing. Vincenzo Granato

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