Vista la necessità di salvaguardare l'ambiente dall'emissione di fumi inquinanti e l'esigenza, anche economica, di ridurre gli sprechi di energia, le nostre case sono sempre più spesso costruite in maniera da ridurre i consumi, quindi con serramenti a perfetta tenuta e con materiali isolanti che ne ricoprono le superfici verticali ed orizzontali.
Queste modalità costruttive poco si conciliano con la necessità di aerare i locali in cui si soggiorna (specialmente le camere da letto), più volte al giorno, per assicurare quel ricambio d'aria che è fondamentale per la salute. Senza contare che una casa perfettamente isolata, e quindi poco "traspirante" è soggetta a rischi di formazione di muffe.
Come armonizzare queste due esigenze? La risposta sta nel fatto che per arieggiare una stanza è sufficiente tenere aperti gli infissi per pochi minuti, quel tanto che impedisca ai muri di raffreddarsi (o riscaldarsi in estate), e non renda vano l'uso dell'energia impiegata per la climatizzazione interna.
E' preferibile, quindi, tenere finestra e porta spalancate per pochi minuti al giorno, piuttosto che socchiuse per molto tempo.
Se la porta e la finestra sono fronteggianti, si può creare una vera e propria corrente d'aria e limitare il tempo di apertura, da 3 a 5 minuti. Nel caso di una porta finestra possono bastare anche 2 minuti. Il tempo si allunga fino a una decina di minuti se si apre la sola finestra e, se questa è dotata di un'apertura a vasistas si può protrarre l'intervallo fino a una mezz'oretta.
In case con serramenti a perfetta tenuta, l'operazione va ripetuta almeno tre volte al giorno.
In conclusione, si può dire che i tempi necessari si riducono di circa la metà se si tengono aperte sia la porta che la finestra, anche se, naturalmente, dipenderanno anche dalle dimensioni sia della stanza che delle aperture.
Arch. Carmen Granata



































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