Questa è la stagione in cui molte persone decidono di acquistare un sistema di condizionamento dell'aria per prepararsi all'afa dell'estate e, naturalmente, si va alla ricerca di notizie ed approfondimenti per scegliere il prodotto migliore dal punto di vista del rapporto qualità/prezzo.
Tra le altre cose è opportuno ricordarsi che l’acquisto del climatizzatore e la sua installazione rientrano tra quegli interventi per i quali è possibile richiedere gli incentivi fiscali pari alla detrazione del 36% dell’Irpef, quando compresi nell’ambito del recupero di edifici esistenti.
Risulta così interessante conoscere quali sono le caratteristiche e le tecnologie che contraddistinguono gli apparecchi oggi disponibili sul mercato per effettuare la scelta più adatta alle proprie esigenze.
Condizionatore on/off o inverter?
Si tratta di due differenti soluzioni tecnologiche che potremmo definire l’una digitale e l’altra analogica.
La tecnologia on/off, infatti, prevede solo due opzioni: spento o acceso.
La prima opzione si ha quando si è raggiunta la temperatura desiderata, la seconda quando la temperatura ambiente si allontana da quella impostata con il termostato oltre un limite di tolleranza che, di solito, è di 1, 2 gradi e quindi l’apparecchio viene acceso alla massima potenza.
Quindi il consumo energetico è piuttosto elevato perché, una volta acceso, l’apparecchio va subito alla massima potenza, indipendentemente da quanta ne sia necessaria.
Il funzionamento della tecnologia ad inverter, invece, più recente e ancora più costosa, permette di ridurre la potenza elettrica assorbita dal compressore, una volta raggiunta la temperatura desiderata, in maniera da mantenere la stessa costante.
La tecnologia di questi condizionatori è detta modulante perché, durante il loro funzionamento, la potenza necessaria diminuisce in funzione del raffreddamento ottenuto a mano a mano, fino ad arrivare al minimo necessario per il mantenimento della temperatura impostata, con un notevole risparmio energetico.
La tecnologia inverter conviene?
Il condizionatore ad inverter è più silenzioso, come è intuibile, poiché una volta che l’ambiente è in temperatura rallenta, in un certo senso, la marcia e quindi è meno rumoroso rispetto a quello on/off che continua il suo funzionamento al massimo regime o si spegne completamente.
Oltre a questo fattore e al maggiore comfort ambientale, la tecnologia inverter promette un maggior risparmio energetico di ca. il 30%-40%, per cui tutte le case produttrici stanno puntando su questi modelli.
In realtà, per essere precisi, è opportuno segnalare che per ottenere tali indici di risparmio energetico è necessario che l’apparecchio sia mantenuto in funzionamento in attività continuata per almeno sei ore.
Quindi, se è vero che, a fronte di una spesa maggiore, questi apparecchi possono permettere un minor consumo di energia e quindi un risparmio economico, è altrettanto vero che questi vantaggi vanno messi in relazione alle abitudini familiari.
Una famiglia in cui, ad esempio, i componenti sono frequentemente fuori casa e non amano tenere l’aria condizionata accesa per tutta la notte, potrebbe non ottenere un reale vantaggio economico. Non si può, quindi, dare una risposta univoca.
Elemento determinante è in ogni caso la classe energetica.
Infatti i condizionatori sono regolati dalle norme europee sul risparmio energetico e, pertanto, devono essere classificati dal costruttore in base alle seguenti classi energetiche:
• A: ottimo
• B: buono
• C: medio
• D: mediocre
• E: basso
• F: molto basso
• G: pessimo.
Le classi più elevate comprendono, di solito, condizionatori a tecnologia ad inverter, in quanto quelli on/off difficilmente superano la classe C.
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