Una rigogliosa vegetazione costituita da piante rampicanti non è solo bella da vedere, ma svolge anche un’utile funzione.
Infatti le piante rampicanti proteggono dal caldo i muri rendendo fresca la casa in estate e isolano dal freddo in inverno.
Alcune specie, per crescere bene, hanno bisogno di un supporto, come grigliati e pergole, ai quali devono essere legate, o a cui si appigliano spontaneamente.
Lo sviluppo più o meno rapido dipende dalle specie: alcune, come begonia, caprifoglio o clematide, crescono più rapidamente.
Le piante rampicanti possono essere annuali o perenni. Le annuali hanno una crescita prolungata: crescono infatti in estate e muoiono in autunno inoltrato, e quindi vanno messe a dimora ogni anno. Tra le specie vi sono piselli odorosi, campanelle, nasturzi, luppolo giapponese, convolvolo.
Le piante perenni resistono invece anche all’inverno, anche se alcune come gelsomino o buganvillea, devono essere protette da teli di plastica.
Le piante annuali vanno messe a dimora in un periodo in cui sia sicuro che non vi siano più gelate. Quelle pluriennali, invece, acquistabili nei vivai, possono essere piantate in qualunque periodo dell’anno, ad eccezione di quelli di grande calura o di gelo.
Per piantarle bisogna preparare buche da almeno 40 cm di diametro, rese soffici con composti e fertilizzanti. Poi bisogna innaffiare abbondantemente e legare i rami alla struttura di supporto.
Un suggerimento: se la zona da ricoprire con le piante è solo parzialmente soleggiata, è meglio piantarla proprio in ombra, in modo che i rami si indirizzeranno spontaneamente verso la zona soleggiata e tutta la superficie verrà ricoperta.
Per una buona crescita delle piante rampicanti vanno tenuti in giusta considerazione il clima e l’esposizione della zona in cui metterla a dimora.
Quindi la specie va scelta in funzione della zona in cui collocarla, tenendo conto dello spazio a disposizione e della superficie da ricoprire.
Il supporto va predisposto a seconda della specie di rampicante. Le specie dette autonome non ne hanno bisogno perché si attaccano al muro con radici aeree o ventose. Tra queste abbiamo edera, ortensia rampicante, vite del Canada.
Le specie dette volubili hanno i tralci o steli che crescono a spirale e quindi hanno bisogno di un sostegno verticale, filo o palo, attorno a cui attorcigliarsi. Tra queste caprifoglio, poligono, glicine, clematide, passiflora.
Per le specie dette allargate vanno predisposte apposite strutture come tralicci o spalliere, che fanno da guida alla crescita e a cui i tralci vano legati. I nodi vanno fatti stretti per evitare che gli steli si spezzino. Si può usare, ad esempio, la rafia. Il supporto va comunque distanziato dalla parete di almeno 10 cm per evitare che le foglie soffochino.
Le piante rampicanti richiedono una manutenzione costante, come il fissaggio del supporto o la pulizia a terra per rimuovere petali e foglie caduti. In specie vigorose, come la buganvillea, è necessario effettuare una potatura di contenimento per evitare che diventino invadenti.
Vanno poi usate cesoie con prolunga per la pulizia all’interno della vegetazione.
Nella messa a dimora delle piante ci sono alcune cose a cui bisogna fare attenzione. Le piante messe a terra, quindi non piantate in vaso, vanno poste lontano da eventuali pozzi, per evitare che le radici vi possano entrare e ostruirli. Bisogna controllare poi che le foglie cadute non intasino le grondaie dell’acqua piovana.
Per coprire le pareti del balcone sono adatte le specie rampicanti a crescita limitata come l’akebia quinata, le rose di potenza limitata, le clematidi, i gelsomini di piccola taglia come il beesianum o il nudiflorum, il plumbago e tutti i rampicanti annuali.
Bisogna innaffiarle regolarmente, soprattutto se il balcone non riceve l’acqua piovana.
La concimazione, nel periodo vegetativo, va fatta ogni due settimane.
Ci sono anche piante da interni con portamento rampicante, che devono crescere su apposito tutore o traliccio. Facili da coltivare sono il philodendron scadens, le varie specie di cissus e rhoicissus, le edere, il ficus repens e lo scindapsus o pothos, che in estate si deve innaffiare ogni settimana e in inverno ogni due o tre settimane.
arch. Carmen Granata