Tra le cactaceae o succulente, l'Opuntia o fico d'India, vanta un ampio numero di specie, circa 360, tra cui il ben noto Fico d'India, pianta ormai caratteristica di paesaggi nostrani come quello siciliano. Si tratta di piante che amano il sole, provenienti da vari paesi del continente americano, Canada, Messico, Argentina, Brasile ed ampiamente diffuse anche in Australia e nel Mediterraneo, simbolo di paesaggi caldi e assolati.
Il nome Opuntia deriverebbe dalla città greca di Opus, Opunte, capitale di un’antica regione greca, la Locride; la dimensione di queste specie è variabile, infatti, possono essere alte pochi centimetri o alcuni metri e se ne riscontrano tipologie caratterizzate da pale carnose, dette in botanica cladodi, o fusti ramificati protetti da numerose spine, le pale non sono foglie ma costituiscono una singolare modificazione del fusto.
Come tutte le succulente che hanno escogitato delle vere e proprie strategie per il risparmio d’acqua, tipica è la sostituzione delle foglie con le spine, riducendo così notevolmente il fenomeno della traspirazione, anche l'opuntia o fico d'india predilige le forme sferiche od ovoidali, forme che consentono di massimizzare il volume minimizzando la superficie esposta.
La maggior parte di queste piante hanno una crescita rapida ed i fiori sono di colori brillanti e sbocciano dal periodo primaverile all’Autunno, mentre i frutti, verdi, rossi, porpora, gialli, sono spesso commestibili, contengono fino a quattrocento semi e sono ricchi di vitamine e sali minerali.
Dagli insetti che vivono sull’opunzia, precisamente dalle femmine di Cocciniglia, i cui corpi vengono fatti essiccare, si ottiene l’acido carminico, si tratta di un colorante rosso usato nella cosmesi, per gli inchiostri o per dare un colore particolare alle bevande, già gli Azteki lo utilizzavano per le tinture.
Dall’America tropicale proviene l’Opuntia ficus-indica ossia il Fico d’India, così denominato perché si riteneva provenisse dalle Indie Occidentali, cioè l’America, in spagnolo è conosciuto col termine Nopal; tale pianta è molto diffusa nel Mediterraneo ed è di facile coltivazione; può raggiungere fino ai 5 metri di altezza ed è dotata di pale di forma ovale, spesse e carnose, lunghe anche 40 cm.
I suoi frutti sono molto gustosi e ricchi di vitamina C, vengono utilizzati in cucina per la preparazione di gustosi sciroppi e delicate marmellate, inoltre, in alcune parti del mondo, le foglie carnose vengono utilizzate per l’alimentazione dei bovini.
Per quanto riguarda la coltivazione, il terreno adatto deve essere sabbioso e petroso con un ottimo drenaggio, la pianta va collocata in pieno sole, le innaffiature devono avvenire con regolarità nella stagione estiva, d’Inverno possono anche essere sospese; per moltiplicarla basta mettere una pala nella sabbia ed aspettare che radichi oppure seminare i semi.
L’Opuntia è una pianta dagli svariati utilizzi anche nel campo medico, è nota la sua capacità di assorbire i grassi e dunque viene spesso utilizzata nelle diete o per ridurre la glicemia ed il colesterolo; per ottenere il composto le pale vengono private delle spine, sottoposte a processi di essiccazione e macinazione, fino ad ottenere una polvere che sarà poi impiegata negli usi descritti.
In Sud America ne viene fatto un uso anche come alimento, mentre in passato le pale spaccate si utilizzavano in caso di distorsione per proteggere gli arti o lenire il dolore, il succo è utile anche per bruciature o per applicazioni locali in caso di reumatismi o nell’artrosi.
ing. Vincenzo Granato