Il gioco del golf e' una vera e propria disciplina sportiva, di probabili origini scozzesi quattrocentesche e diffusione mondiale; attualmente viene praticato non piu' solo a livello elitario, come avveniva storicamente, ma anche a livello amatoriale, e ne sono testimonianza i diversi campi predisposti all'interno delle strutture ricettive turistiche.
Al contrario di altri sport, non ha un campo di gioco standardizzato e di dimensioni predefinite ma si adatta di volta in volta, modulando la sequenza delle nove o diciotto buche, all'ambiente e alle caratteristiche peculiari del terreno, includendovi ostacoli, pendii e irregolarita'.
La sua versione miniaturizzata è il minigolf (miniature golf, per l’appunto) che sembra sia nato come risposta all’austerity e all’understatement imposti dalla grande crisi economica americana seguita al crollo di Wall Street nel 1929, raccogliendo gli orfani del gioco a grande scala impossibilitati a sostenerne le spese proibitive. Moquette ma poi anche terra battuta, argilla o cemento al posto dell’erba, vecchi pneumatici, tubi e gronadie come ostacoli, limiti del campo ben definiti: ecco le basi di partenza del nuovo standard, destinato ad uno sviluppo e un successo incredibili.
Molti di noi hanno probabilmente in testa l’immagine di un campo da minigolf tradizionale, legato a ricordi di divertenti serate estive; in molte località balneari e montane sopravvivono i residui, forse un po’ scrostati e segnati dal tempo, del sistema inventato nel 1956 da Albert-Rolf Pless, commerciante di Amburgo, ideatore di un sistema prefabbricato di tredici piste in telai metallici e lastre di eternit a supporto degli ostacoli.
Se tuttora rimaniamo affascinati da questo gioco, tanto coinvolgente per grandi e bambini, e abbiamo la fortuna di avere un giardino tutto nostro, è possibile realizzare il sogno di un piccolo campo privato a manutenzione pressoché nulla e senza eccessivo impegno di spazio. La superficie richiesta per la posa di tutte le tredici piste (dodici articolate con ostacoli e una dritta e semplice) è di circa ottocento metri quadrati, ma è anche possibile limitarsi solo ad alcune, scegliendo magari quelle che ci intrigano di più.
Ogni pista è in genere contenuta in sei metri di lunghezza, con un’ampiezza alla testata di arrivo di circa un metro e mezzo ed è ricavata, per stampaggio, in una scocca continua di vetroresina irrigidita da un sistema di travetti alleggeriti disposti a reticolo per evitare deformazioni dovute alle sollecitazioni meccaniche e termiche.
La finitura superficiale è affidata a fibre elastomeriche poste in opera in più strati, che garantiscono una facile pulizia e un ottimo drenaggio e evitano la formazione di ristagni, consentendo di giocare anche subito dopo il classico acquazzone estivo.
Se invece la volubilità e la provvisorietà sono nostri fedeli compagni, meglio optare per un sistema totalmente removibile e impacchettabile addirittura in una borsa: è quello proposto da My Minigolf, un set acquistabile su internet, composto da nove buche, tredici ostacoli, due palle, una mazza e un blocchetto segnapunti da montare in un attimo nel giardino o nel balcone di casa, se non nel soggiorno o in ufficio, per godersi subito il divertimento.
www.piscinesiriosport.it
www.myminigolf.com
arch. Nora Santonastaso