Le siepi hanno caratterizzato il paesaggio agreste sin dall’antichità, perché venivano usate per difendere i campi, recintandoli, dall’assalto di animali selvatici, inoltre servivano per ricavare legno e bacche. Con il passare del tempo furono sostituite da muri a secco e staccionate, mentre in tempi recenti si usano reti metalliche o muri in cemento.
Oggi le siepi vengono usate prevalentemente a scopo ornamentale, ma costituiscono anche un’ottima barriera contro l’inquinamento acustico ed ambientale.

I motivi per cui può essere vantaggioso piantare delle siepi per recintare una proprietà sono numerosi.
Innanzitutto il loro costo è naturalmente inferiore a quello necessario per erigere un muro, inoltre non è necessario richiedere permessi o autorizzazioni per impiantarle, ma è sufficiente rispettare le distanze dai confini.
Dal punto di vista estetico, poi, le varie specie di siepi sono apprezzabili per il fogliame variegato, i fiori, le bacche o il profumo.
Ma le siepi hanno anche indubbi vantaggi ambientali, come detto, poiché riducono l’inquinamento chimico dell’aria e la presenza di anidride carbonica, vista la loro capacità di assorbire polvere sottili e sostanze volatili.
L’efficacia nel trattenere le sostanze inquinanti è proporzionale alla densità della chioma e al diminuire della grandezza delle foglie.
Le piante a foglia caduca, come forsizia, spirea, berberis, carpino, sono più efficaci perché, quando le foglie cadono, si eliminano con esse tutte le sostanze tossiche accumulate. Tra le sempreverdi le migliori, da questo punto di vista, sono quelle a foglia lucida, come eleagno, lauro, photinia, osmanto.
Fondamentale è anche il ruolo di barriera acustica nei confronti dell’inquinamento sonoro.
I rumori dalle tonalità basse e profonde sono attutiti da specie a foglia grande e carnosa come photinia, lauro, aucuba, viburno, osmanto. I rumori più acuti, invece, sono bloccati da piante con foglie piccole e numerose, come ligustro, piracanta, berberis, cotoneastro, lonicera nitida.
Le siepi possono essere formali o informali.
Quelle formali hanno altezze e forme regolate attraverso frequenti potature.
Visivamente danno l’impressione di grande ordine e pulizia ma, a volte, l’aspetto può diventare troppo monotono.
Per realizzare una siepe formale si utilizza un solo tipo di pianta, di solito photinia, tasso o lauro.
Sono adatte a giardini più piccoli perché occupano meno spazio.
Le siepi informali, invece, vengono fatte crescere in modo naturale, e la potatura serve solo a limitarne uno sviluppo eccessivo. In questo caso si utilizzano almeno tre specie diverse di arbusti, tanto che le siepi vengono definite miste. Richiedono più spazio e sono adatte a giardini di almeno 150 metri quadrati.
Nel caso in cui la siepe serva per difesa da intrusi, bisogna scegliere piante fornite di spine, di altezza pari ad almeno due metri, con molte foglie e a crescita rapida.
Le specie più idonee a questo scopo sono la piracanta, alcune specie di berberis e di eleagno.
Per impiantare una siepe bisogna conoscere le distanze a cui collocare le piante in modo da regolarsi sul loro numero.
Piante come il bosso, la lavanda nana, la lonicera nitida, crescono fino a circa 50 centimetri e vanno distanziate tra loro 20 – 35 cm; le piante utilizzate per siepi alte intorno a due metri vanno distanziate 50 – 70 cm; per siepi ancora più alte si utilizzano carpini, thuye, cryptomeria o falsi cipressi, che vanno distanziati 70 – 150 cm.
Quindi la loro posizione di impianto è in funzione dell’altezza.
Se si conosce la specifica intolleranza delle piante a determinate malattie o insetti, si può evitare di utilizzare antiparassitari, risparmiando tempo e denaro. E’ importante, quindi, scegliere le specie più resistenti.
Ad esempio, per le siepi di lauro si usa comunemente la specie detta rotundifolia, mentre sarebbe meglio preferire magnoliifolia o Otto Luyken, che resistono meglio all’oidio o mal bianco, la polvere bianca che si deposita sulle foglie.
La potatura è un intervento di manutenzione molto importante per le siepi. Infatti, dopo che una siepe è stata impiantata, occorrerà tagliare almeno la metà della vegetazione un paio di volte all’anno per i primi due anni. In questo modo essa crescerà rigogliosa, perché le piante saranno stimolate ad emettere germogli anche alla base e la crescita sarà più uniforme.
Successivamente, invece, sarà sufficiente effettuare una potatura una volta l’anno, per le siepi informali, subito dopo la fioritura. Le siepi formali vanno invece potate sia in primavera che nel tardo autunno, perchè se si intervenisse in estate i nuovi germogli non farebbero in tempo a diventare legnosi e non resisterebbero al gelo dell’inverno.
Particolari cure sono comunque necessarie nei primi due anni dall’impianto, quando le radici non si sono ancora sviluppate in profondità.
Per l’irrigazione è ideale un impianto a goccia, in modo che l’acqua sia concentrata soprattutto presso l’apparato radicale.
Per combattere l’azione di erbacce infestanti, che potrebbero sottrarre nutrimento alle piante, è consigliabile effettuare una pacciamatura con tessuto non tessuto o con corteccia di conifere da disporre alla base delle piante.
La concimazione deve essere costante, per evitare che le piante perdano vigore. Si consiglia un concime fogliare da nebulizzare verso maggio – giugno.
arch. Carmen Granata