Giulio Carlo Argan definiva il giardino una sistemazione artificiosa, secondo moduli geometrici o fantastici, di terreni coltivati, allo scopo di ottenere un risultato prettamente estetico.
La realizzazione di giardini, seppur una artificiosa sistemazione, deriva però dalla costruzione di orti e frutteti per la coltivazione personale di frutta ed ortaggi.
Dal francese jardin, derivato dal franco gart o gard, ovvero recinto, il giardino nacque nell’antica Roma in età imperiale, pur essendoci testimonianze di tali luoghi provenienti dalle pitture murali egiziane del 1500 a.C, come oasi di riposo e di relax all’aperto con la costruzione di laghetti e ninfee.
Nel medioevo essi divennero elemento caratterizzante di chiostri e monasteri e nel Quattrocento il loro carattere estetico dipenderà esclusivamente dalle scelte vegetali e dalla selezione di esemplari rari disposti seguendo la direzione solare.
Nel XV secolo esso diventa una vera e propria architettura e la sua progettualità viene affidata ad esperti del settore che, con la loro abilità, riescono a realizzare luoghi ameni e fiorenti.
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uesto è il secolo dello stupore e della meraviglia, della natura amica dell’uomo e nascono così i giardini all’italiana che hanno un significato profondamente decorativo e architettonico nella loro geometricità con particolare attenzione agli effetti panoramici e agli assi prospettici.
E’ questo difatti il secolo in cui nascono e si progettano i famosi giardini all’italiana dove la struttura geometrica, perfettamente simmetrica, sarà strutturata secondo assi prospettici capaci di connettere i vari punti del giardino.
Un giardino che si avvicina sempre più a quello attuale è sic
uramente il giardino alla francese del XVII secolo dove le caratteristiche extraurbane per necessità di spazio e dimensioni fanno nascere queste architetture non più legate alle dimensioni a misura d’uomo del giardino rinascimentale all’italiana.
In Francia l'arte dei giardini fu rinnovata da André Le Nôtre (1613 - 1700) e la progettazione dei giardini, differente da quelli italiani per la voglia di suggerire un illusionistico incanto.
La natura prevale sulla architettura ed i bellissimi parterre de broderie, ricami vegetali disegnati sulle aiuole, caratterizzeranno la vegetazione.
Le siepi di bosso saranno merlettate dando magnificenza al luogo affiancati da sentieri ricoperti di sabbia colorata e prati multicolori.
Differente sarà il principio scatenante della realizzazione di giardini inglesi del XVIII secolo.

La borghesia portatrice di ideali nuovi, di un nuovo concetto di bellezza e un nuovo modo di approcciarsi alla natura finanzierà progettazioni belle e sublimi dove gli elementi arborei saranno impiantati in modo da cogliere all'improvviso il passante con la magnificenza della natura.
Stagni, isolette, siepi, gruppi apparentemente spontanei di alberi, colline e radure si mescoleranno con l’architettura (soprattutto gotica) e la scultura.
I percorsi sinuosi e gli effetti a sorpresa saranno progettati per emozionare. Il giardino sarà dunque un luogo in cui la suggestione sarà artefice di forti emozioni.
arch. Monica Pezzella