Esigenza di spazio. Oramai è uno degli elementi principali che condiziona la nostra esistenza quotidiana.
Da una parte, indubbiamente, rimane la voglia di portare avanti tradizioni e riti ma, dall'altra, la cosa diviene sempre più complessa. Spazio ridotto, dimensioni minime, soluzioni all-in-one. Questo oramai è ciò che ci attende. Almeno nelle grandi città.
Per questo è in gran voga la tendenza alla miniaturizzazione e, se avete un minimo di pollice verde, ben sapete che, anche le piante non sfuggono a questo processo. Non stiamo parlando solo di bonsai, ma di qualcosa che unisce la funzione estetica di una pianta da terrazzo, alla piccola produzione di frutta.
Ovvero una sorta di autosufficienza a garanzia di estetica, prodotto biologico e, per giunta, a km zero.
Clima e specie preferite
Avevamo già fatto qualche accenno all’argomento in un precedente articolo: esiste tutta una gamma di alberi da frutto in miniatura, la cui funzione è perlopiù prettamente estetica.
Tuttavia le piante da frutto in terrazzo regalano soddisfazioni inversamente proporzionali alle loro dimensioni.
Peri, meli, ciliegi, peschi, albicocchi e susini hanno un appeal notevole: non superano i due metri di altezza, producono fioriture variopinte e profumate e, inoltre, regalano anche la soddisfazione di qualche frutto che, è bene ricordarlo, rimane a dimensioni normali.
L’elenco delle piante da frutto in versione mignon è pressoché infinito ma, prima, ovviamente, bisogna fare i conti con il clima a cui saranno sottoposte.
Alcune crescono ovunque, come il caco, il kiwi o il susino, ad esempio; altre prediligono climi rigidi, come il cotogno, il melo, il pero o il ciliegio.
Alcune specie come l'albicocco, il fico e i mandorli, crescono meglio in climi temperati, mentre gli agrumi necessitano di un clima caldo.
Cure, collocazione e caratteristiche di coltura
Per avere un mini frutteto da balcone si può e si deve sfruttare la biodiversità: innanzitutto è preferibile scegliere piante a maturazione differenziata, in modo da poter spalmare il raccolto su tutto l’anno, ottenendo il duplice vantaggio di non avere picchi di produzione e vuoti ornamentali.
Sul fronte collocazione, occorre puntare su certe prerogative necessarie alla sopravvivenza delle piante. Non si può prescindere da una discreta luminosità: è preferibile un luogo riparato ma non chiuso, visto che l’umidità e i ristagni d’aria favoriscono le malattie e sono l’habitat ideale per le zanzare; inoltre, possibilmente, sarebbe meglio tenersi lontano da strade trafficate, visto che lo smog e l'inquinamento non aiutano.
Per quello che riguarda la sistemazione, occorre tenere presente che, essendo la pianta da frutto in questione, di altezza relativamente contenuta, servono vasi ragionevolmente grandi per consentire un idoneo sviluppo radicale, con dimensioni, ad esempio, intorno ai 50 cm, per una pianta di media grandezza. Per quanto riguarda i materiali, meglio sceglierli in legno o in plastica: saranno così anche più leggeri da spostare, rispetto alla terracotta.
Sul fronte terreno, il mix ideale dovrebbe essere composto da un 40% di torba e un 60% di terra argillosa, che garantisce una discreta stabilità alla pianta. Per lo stesso motivo, infatti, si deve tenere presente che siamo in presenza di piante piccole e, quasi sempre, si rende necessario un palo che faccia da tutore.
Riguardo alla messa a dimora, invece, meglio sistemare le piante in autunno, in modo che abbiano modo, durante l’inverno, di riprendersi dallo stress del trapianto. Importante, in questa fase, procedere con una copiosa concimatura, utilizzando prodotti specifici. L’operazione è da ripetersi anche subito dopo la fioritura e intorno alla metà della fruttificazione, cosicché la pianta abbia tutte le risorse necessarie per una buona e abbondante produzione.
Innaffiature, specie preferite
Le piante da frutto hanno bisogno di molta acqua e nei periodi più secchi, può rendersi necessaria una doppia annaffiatura, sia al mattino, che la sera. Inoltre, per garantire un buon vigore alla pianta, occorre procedere con potature annuali e diradare spesso i frutti, in modo che possano arrivare tutti a corretta maturazione.
Per la scelta della specie, è bene attenersi a pochi dettagli che, però, consentono di ridurre i rischi di fallimento: in genere sono preferibili piante un po’ grandicelle, e ancor meglio se hanno già fruttificato. Sono da scartare le piante con foglie spente e/o poco vigorose, puntando preferibilmente su piante con gemme chiuse che, normalmente, attecchiscono meglio sul nuovo terreno. Inoltre, di regola, ogni pianta viene fornita con il relativo cartellino, che ne indica le caratteristiche generali.
Consigli per la coltivazione
Nella coltivazione delle piante da frutto in miniatura possono tornare utili alcuni consigli, che la renderanno più semplice e miglioreranno i risultati in termini di produzione. In primo luogo, attenzione alle gelate: la fase in cui il piccolo raccolto è più vulnerabile, è quella della fioritura. Se in quel periodo, infatti, c’è rischio di temperature sottozero, è bene tenere la pianta il più riparata possibile, magari coperta con teli specifici in PVC o in plastica.
In secondo luogo, è bene utilizzare vasi nuovi per piante nuove: si evita, così, di sottoporre le specie allo stress delle tossine rilasciate dalla precedente inquilina. Può essere utile anche diradare le foglie intorno ai frutti: questi, infatti, per reazione, diventeranno più zuccherini e più colorati a causa di un'esposizione maggiore ai raggi solari.
Un ultimo consiglio, anche se può sembrare banale: se siete golosi e non vedete l'ora di assaggiare i risultati dei vostri sforzi, ricordatevi di raccogliere i frutti soltanto quando sono giunti a completa maturazione, ovvero quando si staccano facilmente dalla pianta, tramite una leggera rotazione.
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