Utilizzo delle piante rampicanti
Le piante rampicanti contribuiscono a creare in giardino o sul terrazzo delle belle prospettive.
Si puo' dire che in ogni giardino che si rispetti non possano mancare le piante rampicanti, sia fatte crescere in mezzo ad altre piante, specie arbusti e cespugli, che usate per abbellire muri, staccionate o graticci.
Infatti il loro impiego è frequente non solo per la bellezza dei loro fiori, ma anche per mascherare elementi antiestetici che possono essere presenti in giardino, come un serbatoio del gasolio o i contenitori dell’immondizia, di cui, però, non si può fare a meno.
I rampicanti possono essere usati anche per abbellire una recinzione. Basta, infatti, attaccare ad essa una rete metallica che possa fungere da supporto.
Allevamento delle piante rampicanti
Le piante rampicanti vengono messe a dimora e lasciate nello stesso posto per molti anni, per cui è fondamentale preparare bene e a fondo il terreno prima di piantarle.
Per prima cosa bisogna eliminare tutte le infestanti perenni, poi scavare a fondo con una vanga e preparare il terreno con un concime organico o della cornunghia, un fertilizzante di origine animale che generalmente si trova in commercio in miscela con altri componenti, organici o minerali.
A questo punto si può piantare la pianta rampicante alla stessa profondità che aveva nel contenitore in cui è stata acquistata. Unica eccezione a questa regola è rappresentata dalla clematide che deve essere piantata a 5-7 cm in più di profondità.
Dopo aver piantato l’esemplare si può ricoprire la superficie con del pacciame.
Se si pianta in prossimità di un muro, bisogna avere cura di staccare la pianta da esso di almeno 30 cm perché spesso in quest’area il terreno è molto secco.
Lo stesso dicasi quando si pianta in prossimità di un arbusto o di un tronco di albero.
Quando la pianta inizia a crescere i giovani germogli vanno allargati a ventaglio, anziché fatti crescere in una fila regolare e, se necessario, attaccati intorno al sostegno.
Gli interventi di potatura variano in base alle specie. L’edera, ad esempio, non necessita di potatura, mentre la clematide richiede una potatura annuale fin quasi alla base.
Per avere indicazioni precise sul modo di allevarle, si può consultare la Carta d’identità di ciascuna pianta.
Supporti per le piante rampicanti
Un altro aspetto che distingue i vari tipi di piante rampicanti è la loro capacità di arrampicarsi. Molte specie, infatti, possono solo crescere intorno ai rami bassi di qualche arbusto, ma per svilupparsi in altezza hanno bisogno di validi sostegni.
Alcune piante sono fornite di radici aeree con cui possono attaccarsi a muri, alberi e recinzioni
Altre, invece, hanno tralci con cui avvinghiarsi: queste necessitano solo di un sostengo su cui arrampicarsi e che le faccia crescere nella giusta direzione.
Le rampicanti i cui tralci non sono in grado di avvinghiarsi da soli necessitano di essere legate ai sostegni. Di solito si usano legacci di plastica o del filo metallico gommato, facendoli passare intorno allo stelo e al supporto, avendo cura di non stringere troppo perché, col tempo, il tralcio crescerà e aumenterà di spessore. Ogni tanto, poi, i legacci andrebbero cambiati per evitare gli sfregamenti della pianta.
La scelta di un sostegno per rampicanti può essere dettata anche da ragioni estetiche perché esso diventa un bell’elemento decorativo, ma non bisogna dimenticare mai di controllare che sia anche stabile. Infatti un rampicante in crescita su di un supporto diventa una sorta di vela e l’effetto del vento su di esso può risultare pericoloso.
Si possono usare a questo scopo graticci, archi, pergolati, avendo sempre cura che il sostegno sia proporzionato allo spessore delle piante da accogliere.
Per abbellire un muro con un rampicante di una specie che non sia in grado di arrampicarsi da sola, si possono usare appositi graticci da fissare a parete. E’ consigliabile fissarli sui dei cubetti di legno per distanziarli dalla parete.
Se la parete ha bisogno di essere intonacata ogni tanto, si può usare un graticcio fissato ad una struttura con delle cerniere nella parte inferiore, in modo da poter spostare la pianta, senza spezzarla, quando è necessario intonacare o tinteggiare la parete.
Per fissare una pianta al muro si possono usare anche dei chiodi con un’aletta fissata alla testa. Si infigge il chiodo e poi si fa passare l’aletta intorno al germoglio in modo da fissarlo alla parete.
Ma i rampicanti, come detto, si possono lasciar crescere anche sui fusti degli alberi: la clematide è ottima a questo scopo.
arch. Carmen Granata