La puntatrice è un attrezzo che non può mancare nel laboratorio del fai da te per i piccoli lavori in casa che spesso prevedono l’incollaggio di più parti di oggetti, per i quali i punti metallici sono utilizzati per bloccare le stesse parti. Tale bloccaggio generalmente serve nell’attesa che l'adesivo utilizzato faccia presa. Anche nell’utilizzare la puntatrice, cosa apparentemente semplice, piccole considerazioni ne rendono efficacie l’applicazione, riducendo le possibilità di farsi male e le possibilità di avere cattivi risultati. Analogamente a quanto accade con i chiodi, quando si fissano con un martello in più parti, anche con la puntatrice, occorre prestare attenzione a particolari zone delle parti che si trattano.
Ad esempio, relativamente ai bordi di un mobile che si sta riparando o di un mensola o qualsiasi altro oggetto, i punti metallici devono essere inseriti ad almeno un centimetro da tali bordi, mentre per gli angoli i punti metallici devono essere inseriti a non meno di tre centimetri da essi.
Inoltre per garantire una presa maggiore, è opportuno fissare i punti metallici, molto prossimi tra loro, proporzionalmente con le loro dimensioni ed il loro numero.
Una semplice puntatrice funziona con una molla che scaglia punti metallici all’attivazione manuale di una la leva, posizionata sull'impugnatura. La gamma dei punti metallici è molto ampia, in termini dimensionali, analogamente esistono diverse tipologie di puntatrici (di opportuni pesi e dimensioni) in funzione dei punti. Tra questi ultimi, i più grandi sono in grado di raggiungere profondità dell’ordine di una decina di centimetri, anche in materiali particolarmente resistenti.
Le Viti
In alternativa ai punti metallici, per fissare più parti, da tenere insieme, generalmente in legno, possono essere utilizzate con altrettanta semplicità le viti, disponibili in commercio in forme e dimensioni tali da poter far fronte alle più disparate esigenze. In generale, una vite è costituita da una testa, una parte liscia ed il cosiddetto filetto, rispetto ai punti metallici offrono la possibilità di poter essere rimosse con estrema semplicità.

Le viti si differenziano tra loro per la sagoma della testa, la lunghezza, il diametro, il filetto ed il materiale con il quale sono realizzate. Tali grandezze assumono caratteristiche più o meno necessarie per particolari tipi di materiali.
Le viti da legno hanno generalmente la parte liscia pari ad un terzo circa delle lunghezza totale, la parte liscia costituisce il primo elemento di scelta di una vite, essendo la stessa di lunghezza pari allo spessore delle parti da fissare. Le viti possono essere classificate in viti fresate, viti a bombasina, viti a goccia e viti quadrate o esagonali.
Le viti fresate sono quelle maggiormente utilizzate per il legno, avvitate hanno la superficie della testa parallela alla stessa superficie avvitata, note in commercio ance come viti coniche. Le viti a bombasina o viti a testa tonda, consentono di avere una buona presa con il cacciavite, grazie proprio alla tipica testa bombata, in tal modo è possibile realizzare con esse anche degli sforzi superiori in maniera facile rispetto alle altre viti.
Una via di mezzo, in termini di caratteristiche è costituita dalle viti con la teta a goccia, queste ultime sono infatti fresate nella parte inferiore e hanno una testa bombata.
Le viti a testa quadrata o esagonale sono utilizzate, generalmente per lavori di carpenteria consentono di unire diverse parti sottoposte
anche a sollecitazioni diverse da quelle che possono essere presenti generalmente in casa e riguardanti oggetti tenuti insieme tramite le viti descritte sopra.
Un caso particolare costituiscono le viti Parker o autofilettanti, esse risultano particolarmente efficienti rispetto alle altre viti per tenere insieme parti di truciolare.
Le viti Parker, in acciaio, hanno una forma cilindrica completamente filettata che permette in fase di avvitamento la realizzazione del filetto. Il filetto è realizzato grazie alla filettatura costituita da profili larghi e particolarmente taglienti, tali a non creare lesioni o fessure nel materiale in corrispondenza del punto di inserimento.
In ogni caso, indipendentemente dalle viti, anche la fase di avvitamento richiede alcune attenzioni, il cacciavite deve avere una lama con profilo integro e di dimensione pari all’intaglio sulla testa della vite, non dovrebbe essere richiesto uno sforzo eccessivo per l’inserimento delle viti mantenendo il cacciavite sempre ortogonale al piano di riferimento.