News di Cucina Arch. Carmen Granata

Veleni in casa

L'EPA, l'agenzia americana per la protezione dell'ambiente, ha denunciato che tra le pareti domestiche è presente un'alta concentrazione di sostanze tossiche.

Veleni in casa

Semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, l’Environment Protection Agency, l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente, ha ancora una volta denunciato che tra le pareti domestiche si aggira una concentrazione di sostanze tossiche addirittura superiore a quella dovuta all’inquinamento presente nelle strade delle città più trafficate.

Infatti, nell’arco di un’intera giornata sono i nostri stessi comportamenti quotidiani che contribuiscono a emanare in casa e nell’ambiente sostanze altamente tossiche e inquinanti.

Si comincia con i prodotti per l’igiene che usiamo ogni giorno in bagno, come shampoo, saponi non biodegradabili e deodoranti che diffondono nell’aria composti organici volatili, potenzialmente tossici per la salute.

Anche preparasi un semplice caffè è un’operazione potenzialmente tossica, se non si adopera la classica moka.
Infatti le moderne capsule di alluminio delle macchine per il caffè espresso, uno dei grandi successi commerciali di questi ultimi anni, hanno pesanti ricadute per l’ambiente, tanto che qualche casa produttrice ha opportunamente pensato a istituire dei centri per la raccolta delle cialde esauste.

Ma in cucina sono numerose le possibilità di produrre sostanze nocive, principalmente a causa dei prodotti per la pulizia e ai detersivi per i piatti, che contengono solventi e sbiancanti.
Tra l’altro anche quelli cosiddetti ecologici non sono completamente biodegradabili e quindi vanno usati in maniera parsimoniosa, senza esagerare con le dosi.

Un altro prodotto fortemente inquinante per l’ambiente che si produce in cucina, è l’olio per la frittura, che in Italia è molto diffusa, e che dovrebbe essere smaltito negli appositi centri di raccolta delle isole ecologiche.
Non molti sanno che l’olio delle fritture potrebbe essere usato anche come bio-carburante, tanto che negli Stati Uniti si stanno diffondendo i furti di olii esausti nei ristoranti.

Sempre presso le isole ecologiche vanno smaltiti altri rifiuti speciali come i farmaci scaduti, le pile esauste e le lampadine a basso consumo.
Queste ultime, come anche tutti i tipi di elettrodomestici, in particolare i telefonini e i loro alimentatori, possono essere ritirate dai rivenditori in cambio dell’acquisto di nuovi prodotti analoghi, così come prevede la normativa per lo smaltimento dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
Nonostante l’obbligo di legge, però, è ancora difficile trovare i negozianti disponibili a prendersi in carico il ritiro e lo smaltimento del vecchio elettrodomestico.

Il Parlamento Europeo ha individuato nel 2009 delle caratteristiche comuni che le etichette  dei prodotti potenzialmente nocivi devono riportare.
Innanzitutto devono esserci dei simboli chiari che ne indichino la pericolosità, come la croce di Sant’Andrea per indicarne la tossicità acuta, un punto esclamativo per l’irritabilità, un simbolo di corrosione per segnalare pericolo di lesioni oculari, e così via.
Le etichette devono contenere poi indicazioni sui comportamenti da seguire in caso di contatto accidentale con le sostanze pericolose.

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