Tipologie di cucina a scomparsa
Piccola, funzionale e comoda. E' la ricetta della cucina a scomparsa. Soluzioni per cucinare al passo con i tempi e le abitudini moderne, che si adattano perfettamente anche in piccoli spazi, senza limitarne l’utilizzo, integrando anche elettrodomestici e accessori di ultima generazione.
Mini cucina a scomparsa colorata
Ultima, in ordine di tempo, la mini cucina a scomparsa Miniki: una soluzione componibile, prodotta da una piccola azienda artigiana tedesca, che permette di avere tutto il comfort delle grandi cucine, in spazio ridottissimo e per giunta a scomparsa, senza soluzioni improvvisate, che fanno tanto campeggio.
Questa mini cucina a scomparsa permette con pochi gesti di occultare il tutto, lasciando un complemento d’arredo, anche colorato e comodo, grazie al grande piano d’appoggio.
Perfetta per i monolocali o i loft di piccola taglia, Miniki è composta da tre moduli, mixabili tra loro, disponibili in 14 colori diversi, alcuni più sobri e altri divertenti, come si legge sul sito. E’ personalizzabile anche con versioni policrome o monocromatiche, come violetto, arancione, verde acido, grigio o azzurro chiaro, scegliendo anche quali elettrodomestici integrare, o che tipi di aperture inserire. Materiali certificati e sostenibili, che conferiscono ancora di più un look minimalista e funzionale, che celano anche diverse zone cottura, lavastoviglie o lavelli di diversi tipi.
Per ordinarla bisogna andare sul sito e compilare un apposito modulo… oppure rivolgersi ad un loro distributore svizzero, nel Canton Ticino e per la precisione a Coldrerio, dove è possibile ordinare anche la limited edition in bianco e nero.
Mini cucina a scomparsa modulare
Si chiama Small Type invece, la mini cucina a scomparsa modulare, creata dai designer tedeschi Kristin Laas e Norman Ebelt. Presentata al Design festival di Berlino, edizione 2010, come prototipo, anche in questo caso in pochissimo spazio le rinunce sono veramente nulle. Tutto a portata di mano, con elettrodomestici di ultima generazione e spazi idonei per lavorare, il tutto in poco più di un metro quadro. Piastre ad induzione, forno, cassetti e un mini frigorifero, compongono questa cucina a scomparsa che, una volta chiusa, si trasforma in un piano di appoggio, o nel tavolo stesso, per poter anche mangiarci sopra.
Mini cucina a scomparsa storica
L’antenata di queste moderne versioni di cucina a scomparsa, è sicuramente la MiniKitchen creata da Joe Colombo, nel 1963, per Boffi.
Un mezzo metro cubo completo di tutto: elettrodomestici e attrezzi funzionali alle principali attività che si svolgono nell’ambiente cucina. Un esempio da seguire, con in dotazione la zona di conservazione, quella per la cottura, il lavaggio e lo stoccaggio del cibo.
Un mini carrello - cucina a scomparsa che ha valso all’azienda grande fama anche a livello internazionale e anche la possibilità di partecipare a mostre di un certo livello o di essere inserita in collezioni permanenti del Design italiano. Recentemente questo modello è stato rivisto e rilanciato dall’azienda, con un’inedita e moderna versione in Corian, ancora più resistente e accattivante, nella sua versione all-in-one.
Mini cucina a scomparsa di qualità
Di soluzioni compatte, e di alta qualità nell’ambito della cucina a scomparsa, negli ultimi anni, però, se ne sono viste parecchie. E tutte con un’estetica e una funzionalità particolarmente curata. Come Quore di Berloni Cucine, creata da Enzo Eusebi Nothing Studio. Una cucina a blocco, polifunzionale, realizzata in acciaio e rivestita in lamiera colorata, che integra all’interno tutte le funzioni dell’ambiente living, nascondendo però gli angoli operativi classici. Il tutto caratterizzato da una cornice autoportante con pensili e contenitori, che ruota attorno al piano di lavoro, con forno, anch’esso a scomparsa, estraibile al momento opportuno, caratterizzato da una maniglia che sembra più un segno grafico.
O ancora, Ecocompatta, l’interessante progetto di Veneta Cucine, nato all’interno di Living Kitchen, lo studio / ricerca condotto dall’azienda, in collaborazione con Domus Academy, Francesco Morace/Future Concept Lab, insieme ai designer Andrea Branzi, Dante Donegani & Giovanni Lauda e Paolo Rizzatto.
Come per i casi precedenti, anche questa cucina a scomparsa, progettata proprio da Rizzatto, sembra una semplice madia o credenza, dalla forma a parallelepipedo e una tapparella che scherma le aperture, il tutto realizzato in laminato antibatterico e vernici ad acqua, oltre ad una certa attenzione anche al ciclo di vita dei materiali che la compongono.
All’interno questa cucina a scoparsa cela una serie di funzioni, che la rendono praticamente perfetta. Un piano di lavoro polifunzionale monoblocco, che integra all’interno lavello, piano cottura a induzione, tagliere, griglia, scolapiatti scorrevoli, cappa di aspirazione e pensili retroilluminati. Attorno invece, si trovano frigorifero, freezer, forno e un sistema di cassettoni scorrevoli per lo stoccaggio, ma anche un pratico sistema per la raccolta differenziata.
Disponibile in due versioni di colore, bianca o mat black, Ecocompatta è stata selezionata per la pubblicazione su ADI Index 2011, la selezione annuale che viene condotta con esclusivi criteri di merito dall'Osservatorio Permanente del Design ADI.
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