Nella composizione di una cucina, la scelta della cappa e' soggetta per lo piu' a criteri estetici. Non dimentichiamo, pero', che stiamo parlando di un elettrodomestico, per cui il criterio primo su cui basarsi per la scelta dovrebbe essere quello tecnico.
Innanzitutto la prima distinzione che va fatta riguarda il tipo di cappa: incassata nel mobile oppure esterna, di design o a camino classico. La versione incassata nel mobile è la più classica, rassicurante, senza tempo.
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Non a caso viene scelta per lo più da un target di utenti di una fascia di età che va da 45-50 anni a 65-70, quindi per cucine oltre il primo impianto. Prendiamo dunque in considerazione questa tipologia.
Le motivazioni principali, per una scelta del genere, stanno nella facilità di pulizia, nel risultato estetico della composizione, senza particolari sconvolgimenti formali, e, soprattutto, nella, seppur minima, capacità contenitiva del mobile.
E', dunque, a
nche la scelta tipica nel caso di cucine per miniappartamenti dove lo spazio non è mai abbastanza. Da tener presente, a questo proposito, che lo spazio interno lasciato libero dal motore dell'elettrodomestico, varia, a seconda del modello e quindi della potenza aspirante. Più è alta la capacità aspirante, più il motore è ingombrante.
Nelle cappe da incasso di nuova generazione, il motore dovrà assicurare una portata di almeno 400 m3/h per poter assolvere al meglio la sua funzione. Il principio vale anche nel caso di cappe non da incasso.
Molte ditte consiglia
no vari metodi di calcolo per la portata, in base al volume dell'ambiente, tenendo conto anche del numero dei componenti della famiglia. Importante è anche considerare le abitudini della persona che più lavorerà ai fornelli.
Anche nel caso di motore ad incasso nel mobile, a parità di potenza di aspirazione nominale, i risultati migliori si hanno nel caso di cappa in modalità aspirante, cioè quando c'è la possibilità di far fuoriuscire i fumi direttamente all'esterno.

Le modalità di raccordo fra cappa e foro di uscita nel muro sono oggi tali e tanti da poter risolvere egregiamente, a livello estetico, qualche eventuale difficoltà nel caso, ad esempio, di lontananza fra cappa e foro stesso.

Esistono in commercio vari accorgimenti, tra cui tubi di vario materiale, con sezioni fatte in modo da assicurare l'invisibilità del raccordo. Per quanto riguarda le modalità di messa in funzione, queste non variano, rispetto ad una cappa esterna.
Un eventuale frontalino estraibile, che nelle cappe di qualità è in metallo o in vetro, assicura la protezione del mobile dall'azione di vapori ed eventuali schizzi, mentre sistemi illuminanti ad hoc assicurano una perfetta visione durante le operazioni di cottura.
I filtri di ultima generazione, sono dello stesso tipo di quelli per i modelli esterni, cioè mobili, metallici, lavabili a mano o in lavastoviglie (tranne nel caso di filtri in alluminio).
In questi casi, parliamo già di prodotti di qualità, che nulla hanno a che fare con le cappe incassate di una volta, ancora presenti in alcuni modelli economici, che presentavano, ad esempio, filtri antigrasso in fogli di materiale sintetico da cambiare periodicamente, e che avevano una capacità aspirante massima di 180-200 m3/h.
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In sintesi, è possibile, oggi, poter scegliere tranquillamente tra cappa ad incasso e cappa estetica, senza rinunciare a prestazioni ottimali in quanto a capacità di aspirazione, se, però, si è disposti a rinunciare ad un po' di spazio in più nel pensile, nel primo caso.
Anche a livello estetico le soluzioni di nuova generazione sono accattivanti, e risolvono ad esempio il problema delle cappe in pensili bassi (mansarda), o le cappe ad isola, per cui la fantasia dell'arredatore si può esprimere al meglio nella progettazione dell'involucro (in cartongesso, legno, metallo, vetro, muratura...), potendo contare su un cuore tecnico di qualità.
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www.elica.com
arch. Raffaella Pierri