I rivestimenti murari del bagno devono essere tali da poter sopportare sbalzi di temperatura, umidità e vapore che caratterizzano quest’ambiente.
In particolare uno dei problemi maggiori della stanza da bagno è la formazione di condensa.
Il vapore si condensa quando la temperatura del bagno non è costante e la ventilazione è insufficiente, formando piccole gocce che scendono lungo le pareti.
Il risultato è l’appannamento di specchi e vetri delle finestre, ma, nei casi peggiori, può esserci la formazione di macchie di muffa. Il problema si presen
ta soprattutto in locali molto piccoli o privi di finestre.
Per ovviare all’inconveniente è necessario che l’ambiente sia dotato di adeguata ventilazione. Se vengono usati degli aeratori, devono essere posizionati nella parte alta delle pareti esterne in modo da lasciar uscire l’aria calda ed umida che tende a salire.
Nella maggior parte dei casi è spesso sufficiente aprire la finestra ed aerare il locale per lasciar uscire il vapore acqueo.
In ambienti con queste caratteristiche, quindi, il rivestimento più adatto è senz’altro rappresentato dalle piastrelle ceramiche, da applicare a tutta parete, a mezz’altezza o solo in alcune zone, alternandole con altri tipi di rivestimento.
In commercio esiste un’ampia possibilità di scelta di prodotti e ciascuna collezione ceramica è in genere dotata di differenti formati e colori, nonché di pezzi speciali, come fasce, decori, tozzetti e matite che permettono alla fantasia di architetti e committenti di sbizzarrirsi con soluzioni diverse per ogni allestimento. Inoltre la tendenza degli ultimi anni è quella della ceramica che imita altri materiali, dal marmo alle pietre, dal legno ai metalli.
Molto belli sono anche i rivestimenti fatti con resina o con piastrelle di resina.
Disponibile in finiture lucide, extralucide, satinate ed opache, questo materiale, rivelatosi molto adatto ad ambienti come il bagno, può essere usato non solo per le pareti ma anche per i pavimenti e per rivestire i mobili.
Oltre ad avere delle originali qualità estetiche, la resina ha una durata maggiore rispetti a materiali tradizionali come vernici e tempere.
Tra l’altro i rivestimenti in resina costituiscono una superficie uniforme, senza fughe e facile da pulire. E’ anche possibile applicarla al di sopra di un vecchio rivestimento in piastrelle.
Per le parti da tinteggiare il modo più sicuro per proteggere le pareti del bagno è ricorrere ad uno smalto sintetico satinato.
E’ meglio non orientarsi su quello di tipo lucido perché, oltre ad evidenziare difetti ed imperfezioni delle pareti, mette in evidenza la presenza di eventuale condensa.
L’idropittura è invece facile da applicare, maschera meglio i difetti ma, a differenza degli smalti, non è semplice da pulire ed è meno resistente.
Soluzione più rara, ma comunque applicabile, è quella di rivestire le pareti del bagno con una carta da parati lavabile vinilica.
Prima di applicare la tappezzeria la superficie delle pareti deve essere trattata con un impermeabilizzante e per la posa va usata un tipo di colla fungicida.

Questo tipo di rivestimento sopporta abbastanza bene una certa presenza di vapore acqueo, ma quando l’umidità diventa eccessiva i teli tendono ad arricciarsi e a scollarsi in corrispondenza delle giunzioni.
E’ importante quindi, per ovviare a questo inconveniente, passare sulla superficie della carta un impermeabilizzante trasparente.
Un’altra soluzione molto originale è quella della pannellatura in legno, che dona al bagno un senso di calore e rappresenta anche un buon isolante.
I pannelli, che possono essere posizionati fino a metà parete ed intorno alla vasca, devono essere verniciati con smalto sintetico per proteggerli dall’acqua e dal vapore.
arch. Carmen Granata