Controllare e ridurre i consumi di acqua ed energia non sono semplicemente dei consigli che ci vengono rivolti, ma un vero e proprio obbligo a cui ciascuno di noi deve dare il suo piccolo contributo.
Stare attenti, ad esempio, a non sprecare la quantità di acqua che utilizziamo ogni giorno per la nostra igiene personale è un modo per imparare ad usare nel modo giusto le risorse naturali, che non sono infinite.
Ci aiutano in questo intento prodotti realizzati con criteri rivolti al risparmio idrico, come le Rubinetterie Teorema, che fanno parte della Water Saving Philosophy, una stretta relazione tra Economia, Ecologia, Etica ed Estetica.
Il mercato attuale del settore è suddiviso tra proposte dal prezzo contenuto, ma piuttosto carenti qualitativamente dal punto di vista stilistico, e prodotti di lusso, di grande valore estetico, ma non alla portata di tute le tasche. Teorema vuole proporre una rubinetteria dal prezzo accessibile a tutti, ma curata stilisticamente.
E’ nata così la collezione Tamo, che è frutto di un progetto di disegno industriale che rivolge particolare attenzione sia al rispetto ambientale che al contenimento dei costi.
Il gruppo lvabo-bidet, infatti, che consente un risparmio di acqua di circa il 40%, ha un costo di 130 euro + iva, mentre il miscelatore per la doccia e quello per la vasca, costano al pubblico rispettivamente 200 e 290 euro + iva.
Per avere un’idea del risparmio idrico consentito dalla collezione Tamo, bisogna pensare che su un consumo pro capite di 215 litri d’acqua, il risparmio del 40% corrisponde a 16 litri.
Inoltre, considerando che Teorema è riuscita ad inserire questa rubinetteria nella fascia del casual luxury (lusso accessibile), il risparmio economico si può considerare del 60% rispetto ad un prodotto dello stesso livello.
Il disegno della collezione, nata dalla fantasia di Franco Bertoli e Max Pajetta, si compone di rette e semicirconferenze, superfici piane e profili avvolgenti.
La forma fluida del miscelatore, privo della tradizionale divisione tra corpo e leva, nasce proprio dall’idea del fluire dei liquidi.
Attraverso una sottile ancia metallica, la sezione ovalizzata del miscelatore conduce l’acqua miscelata al bacino, e in prossimità del foro d’uscita, si espande assumendo una forma simile proprio a quella di una goccia d’acqua.
La fluidità dell’oggetto, ulteriormente accentuata dai riflessi del cromo, contribuisce a rendere l’oggetto di grande facilità di utilizzo oltre che, come nel caso del miscelatore per la vasca, semplificare le operazioni di pulizia.
arch. Carmen Granata