I primi tessuti di cui siamo a conoscenza sono presenti già nel periodo Neolitico, ovvero l’ultimo dei tre della Preistoria, riferito all’età della pietra.
Dalla pietra difatti ne deriva il nome: le due parole greche neo (nuova) e lithòs (pietra) accorpate formano appunto il vocabolo nuova pietra da cui Neolitico.
Esso fu contraddistinto da notevoli innovazioni in campo tessile.
E’ documentata e testimoniata con certezza, la tecnica della tessitura. Innumerevoli sono difatti i ritrovamenti, in siti umidi, di frammenti di filati e degli arnesi tipo: telai e fusarole, fusi in legno, pesi e pettini utilizzati per la lavorazione e per serrare i fili della trama.
Dobbiamo però attendere il XII secolo per vedere la nascita del tessuto damasco (dopo vedremo le differenze con il tessuto damascato).
Esso fu realizzato per la prima volta in Cina ma il suo nome deriva dalla città di Damasco in Siria, centro commerciale di maggiore importanza nel Medioevo.
Arrivò in Italia tramite le due Repubbliche marinare Venezia e Genova, ma successivamente divenne famoso quello realizzato a Caserta, Catanzaro, Lucca, Palermo, Parma e Vicenza.
Il damasco è un tessuto operato monocolore.
ll fondo è dato da una armatura a raso ed i motivi decorativi quali: fiori, geometrie e disegni stilizzati invece son realizzati, sempre dal raso, ma utilizzato al rovescio.
L’effetto di lucentezza è giustappunto dato dall’utilizzo dei filati di differente torsione e finezza.
Nel XVII secolo lo si iniziò ad impreziosire con ori ed argenti divenendo un tessuto pregiato e lussuoso, tantoché veniva utilizzato dalla chiesa per paramenti e abiti sacerdotali, nelle corti per abiti di gala e nell'
arredamento di palazzi e regge.
Dal XIX secolo la sua produzione cominciò ad essere fatta con telai Jaquard. Furono così ridotti i tempi di lavorazione, favorita la distribuzione e ridimenzionati i prezzi di vendita.
Il damascato, spesso confuso con il damasco, è invece realizzato con filati di diverso colore e l’effetto lucido è dato dalle diverse tinte utilizzate.

I decori a volte sono stampati e non necessariamente filati. Essendo un derivato del primo, ebbe origine solo nel XVIII secolo come innovazione del damasco che già aveva avuto in epoche recenti la sua fortuna come tessuto di lusso.
Il materiale più adatto al damasco ed al damascato è la seta.
Buoni risultati si possono però ottenere anche con filati in cotone, cotone misto a seta e fibre artificiali. Li troviamo spesso utilizzati e diffusi nel campo dell'arredamento per cuscini, poltrone, tendaggi, coperte, lenzuola.
arch. Monica Pezzella