Un tempo lo s
pecchio aveva semplicemente la funzione di riflettere le immagini, al massimo creare effetti ottici per allargare visivamente gli spazi. L'applicazione forse piu' importante e' La Galerie des Glaces, nel Palazzo di Versailles.
Parliamo del XVII secolo, lo specchio non ha ancora una sua identità di elemento d'arredo, piuttosto ha una funzione architettonica, una sorta di rivestimento murale alternativo a stucchi e parati vari, per articolare gli spazi.
Il suo svincolarsi da questa funzione inizia quando viene proposto, ridimensionato rispetto alla parete, su camini e consolle, in alternativa ai quadri. Assume allora estrema importanza la cornice, che stilisticamente si uniforma alla consolle o al camino.

A questo proposito, l'esperienza degli artigiani del vetro e degli specchi di Murano viene esportata in tutta Europa, coniugandosi diversamente in ogni Paese, adattandosi agli stili del luogo.
Spesso, quindi, in questo periodo, la cornice viene realizzata con lavorazioni particolari del vetro, che contribuiscono, a loro volta, a creare effetti di luce a completamento dell'effetto riflettente dello specchio.
L'alterna
tiva, in un secondo tempo, è stata quella di realizzare le cornici in legni laccati in abbinamento ai mobili presenti nell'ambiente. E' dunque nell'Ottocento, quando la tecnica artigianale dell'intaglio è ai massimi splendori che gli specchi assumono l'importanza di un vero e proprio complemento d'arredo.
Ed è al patrimonio storico di questo periodo che fa riferimento la ditta Spini, sin dal suo fondatore, Ernesto Spini, che negli anni Quaranta apre il suo laboratorio di intaglio a Firenze.
Spini lavora agli inizi soprattutto a livello internazionale, creando una rete di vendita in Italia soltanto successivamente. Negli anni Ottanta, nuova svolta: le nuove collezioni interpretano lo stile classico in chiave contemporanea.
Si realizzano creazioni con nuove colorazioni e con tecniche manuali che lavorano le foglie oro, argento e rame. Due i cataloghi a disposizione: classico e contemporaneo.

Entrambi prevedono articoli interamente realizzati con tecniche artigianali, che danno un valore aggiunto all'oggetto stesso, una storia che lo accompagna sin dalla sua creazione, e ne fa un'oggetto unico.
Restiamo in Toscana dove la tradizione artigianale è radicata e mantiene il suo prestigio, per apprezzare un'altra realtà del posto: Volpi. Nata nel 1959 come laboratorio specializzato nel settore sedie, l'azienda amplia nel tempo la gamma dei suoi articoli, proponendo l'arredamento completo di zona notte e zona giorno.
Anche qui l'esperienza della lavorazione artigiana si completa con la scelta di materiali di primissima qualità, sfruttando macchinari tecnologicamente evoluti. (...) Il risultato del binomio macchina/manualità è un prodotto eccellente, che si distingue per classe ed eleganza.(...)
Lo specchio
è trattato alla stregua di un qualsiasi altro elemento d'arredo, da coordinare o meno all'ambiente e agli altri mobili (foto n° 4), oppure accentuando il contrasto tra classico e moderno (foto n° 3).
Le dimensioni stesse dello specchio indicano l'impronta precisa che si vuole dare all'ambiente, per cui le proporzioni che reggono la composizione, ad esempio, consolle-specchio, non sono prefissate.
Per quanto riguarda la sua sistemazione, può essere anche semplicemente appoggiato alla parete determinandone l'impatto estetico particolare, oppure essere di piccole dimensioni e ripetuto, magari in colori diversi, divenendo dunque questa una composizione di per sé.
Insomma, le soluzioni compositive sono tante: lo specchio segna la parete, lo spazio, l'ambiente; è una decorazione, spesso è un quadro a tutti gli effetti. Da ammirare. Peccato specchiarvisi soltanto...
www.spini.com
www.volpisedie.it
arch. Raffaella Pierri