C'erano una volta i cataloghi di cucine, soprattutto moderne, con i vari modelli in produzione, ognuno ben definito, dal nome preciso (per lo piu' un nome di donna...), in base alla cui componibilita' si sceglievano i pezzi da sistemare nell'ambiente.
Bene, dimenticate tutto ciò. Adesso esistono i programmi di cucine, ovvero una serie di pseudomodelli solo a prima vista ben definiti e vincolanti per colore o misura. In realtà, la composizione finale di una cucina è il risultato di scelte in un'ampia gamma di articoli, a volte costituenti tutta la produzione di un'azienda.
Questa concezione sartoriale che a prima vista risulta incomprensibile e complicata da applicare, è in realtà molto semplice e immediata, soprattutto permette di personalizzare la propria cucina che non sarà uguale a nessun altra, pur avendo magari scelto, almeno in fase iniziale, lo stesso modello visto a casa dell'amica o sul giornale.
Accade spesso, infatti, che si entra in un negozio di mobili, dopo aver sfogliato innumerevoli riviste, con le idee chiare su un modello da scegliere, salvo poi rimanere delusi.
Magari quel modello risulta poco appropriato per il tipo di ambiente, o perchè magari il colore scelto non va bene con il pavimento, oppure, se di legno, non va bene con il legno degli infissi del resto della casa; oppure, ancora, perchè quel modello non contempla, tra gli altri articoli, quello per coprire la caldaia. Gli esempi sono innumerevoli.
Nessun problema. Mai come oggi la definizione cucina componibile risulta la più appropriata. Non a caso, non si dovrebbe parlare mai, nella fase iniziale, di colore, essenza, materiale, tipo di maniglia, e cose del genere. Una volta, infatti, stabilito solo se classica o moderna, si parte dalle misure, per poi definire, a grandi linee, la soluzione migliore in quanto a disposizione, che sia la più pratica ed attenta all'ergonomia possibile, e alla scelta del tipo di elettrodomestici.
Solo in un secondo momento si passa alla scelta vera e propria dei colori e dei materiali. A questo punto, si passa in rassegna tutta la produzione della ditta scelta, spaziando fra i vari tipi di proposte. Succede spesso, infatti, che, guardando i cataloghi, si scelga un tipo di anta, ma di cui non piace la maniglia, oppure si preferisce la soluzione con le ante in vetro, ma solo nella parte dei pensili.
La versione in legno che piaceva risulta troppo pesante ed impegnativa per il vostro ambiente? Allora si rende la composizione più equilibrata inserendo pensili laccati colorati presi da un altro modello.
Ancora, il trend del momento è quello che predilige la soluzione senza maniglie? Allora, la stessa cucina in catalogo da anni, si rinnova e cambia completamente aspetto con l'inserimento di una gola sottotop, nera o finitura alluminio. Magari, però, nei pensili si preferisce comunque la maniglia, allora perchè non decidere per i pensili visti nell'altra foto, ma con la maniglia vista sulla composizione in vetrina?
Tutto lecito. Ci vu
ole solo un po' più di pazienza e, soprattutto, non lasciarsi scoraggiare dalla, a volte, troppo ampia gamma di articoli a disposizione, che a volte può far perdere di vista l'obiettivo finale. Il risultato il più delle volte è diverso da quello immaginato, semplicemente perchè non si era a conoscenza delle tante variabili a disposizione, cosa che risulta difficile presentare al meglio anche nella più riuscita delle campagne pubblicitarie...
...ma sicuramente quella sarà la vostra cucina.
www.vismap.it
www.sicccucine.com
arch. Raffaella Pierri