Il tappeto, ovvero il drappo di tessuto che viene ottenuto con una lavorazione a nodi, è da sempre compagno ed amico nei racconti e nelle fiabe.
Il suo utilizzo ha origini assai lontane presso il continente orientale nel V-VI secolo, ma si diffuse maggiormente in Persia dai Turchi a partire dal XI secolo, giungendo alla sua massima diffusione durante la dinastia dei safàvidi, ovvero fino al primo quarto del 1700.
In Europa i primi, ispano-moreschi, furono realizzati in Spagna nel 1200, ma la migliore produzione resta sempre quella indiana. In India, dalla dinastia dei Moghul nel XVI e XVII secolo in poi, si realizzano difatti i migliori intrecci rappresentanti scene di caccia misti ad elementi naturalistici.
Il tappeto orientale ha quindi da sempre il primato sugli altri prodotti negli altri continenti.

Nella tradizione Sufi, asceti che vivevano nei deserti vestiti di una lunga tunica di lana predicando la via del Cuore, del puro e del mistico cammino verso l’Islam, possedere un tappeto volante significava aver raggiunto la purezza dell’adorazione giacchè l’uomo, inginocchiandosi su di esso, testimoniava la sottomissione ad Allah in tutti i modi ristabilzzandosi nello stato di equilibrio di prima che si entrasse nell'esistenza.
Ma il Tappeto nelle fiabe e leggende tramandate lo abbiamo visto anche volare magicamente.
Nelle più famose favole medioevali orientali esso era in grado di trasportare in volo una o più persone verso qualunque meta.

In Le mille ed una notte, forse la più famosa di tutti i racconti, ricordiamo Aladino fuggire sul tappeto comperato dal principe indiano Hussain svolazzando nei cieli.
Il tappeto orientale
I tappeti orientali prodotti oggi conservano in gran parte una individualità spiccata tanto che è possibile classificarli a seconda dei decori, della manifattura e della provenienza. L’enciclopedia Wikipedia li suddivide in 9 tipologie:
• Tappeti Anadöl o turchi commercializzati nei mercati principali di Smirne ed Istanbul, non hanno solitamente figure umane o di animale e sono asimmetrici, con prevalenza di colori come azzurri, verde Nilo, seppia, giallo ed avorio;
• Tappeti Berberi, sono caratterizzati da colori squillanti (rosso, azzurro, oro), disegni geometrici asimmetrici e lane di filato grosso;
• Tappeti del Caucaso adorni di soli arabeschi e figure geometriche;
• Tappeti Transcaspio, i cui tipi migliori vanno sotto il nome di Bukara;
• Tappeti Turkestan;
• Tappeti persiani, ornati a disegni floreali con scene di caccia e, negli esemplari antichi, persino di novelle;
• Tappeti indiani;
• Tappeti del Deccan;
• Tappeti cinesi che riprendono disegni ed ornamenti tipici delle ceramiche della medesima provenienza, come il drago e la fenice;

Essi vengono quasi sempre realizzati con la lana di pecora non escludendo quella di capra o di cammello.
Colorati chimicamente oppure naturalmente, come si faceva fino al 1870, si prestano ad arredare qualsiasi tipo di appartamento con decorazioni geometriche, utilizzati da popolazioni nomadi ed in alcuni villaggi anatolici, persiani e caucasici oppure con decorazioni floreali.
Per annodare un tappeto orientale occorre eseguire due tipi di tecniche: il Turkibaft, tipo nodo turco, ed il Farsibaft, nodo persiano.

Il tappeto orientale è dunque senza dubbio una delle migliori espressioni artistiche di quei popoli che attorno al 2800-3000 a.C. iniziarono a sentire l’esigenza di migliorare le proprie condizioni di vita circondandosi di manufatti che, oltre a fungere da ornamento delle dimore, assumevano un intimo significato artistico e religioso.
Questo è stato il motivo, per cui, l'azienda Persian House commercia pregiati tappeti che aiutano a comprendere e ad amare continenti lontani dalle nostre realtà quotidiane.
arch. Monica Pezzella