In tempi di crisi si scopre di tutto. Anche che esiste un’economia forestale. E che questa economia è fondamentale per paesi in via di sviluppo con territorio adibito ad ampie superfici forestali.
Modalità di vendita, utilizzo e riciclo di tutti quei prodotti che si ottengono dal legno, riutilizzabile in un’innumerevole quantità di prodotti. Il legname, la cellulosa, la viscosa, fino alla polpa di legno, al cartone e alla polpa di carta.
Cartone per mobili, generalmente di tipo industriale e di grande distribuzione, come quello usato da Ikea, che viene inserito a strati secondo schemi strutturali specifici e calcolati al pc, che permettono al legno esterno di raggiungere leggerezza e robustezza insieme.
Non solo cartone però, per i mobili. Ma anche polpa di carta, magari riciclata, che permette di utilizzare una parte della miriade di fogli di carta e di giornali, che ogni giorno vengono prodotti e che immancabilmente vengono poi gettati.
Polpa di carta, dicevamo, che a prima vista ricorda più i classici contenitori delle uova, usati, ai miei tempi, per ricoprire le pareti di garage, trasformati in sala prove improvvisata.
Ai più tecnici, forse invece, ricorderà nell’ambito del restauro, un metodo di pulizia delle pareti più delicate, dove, sciolta, viene imbevuta con acqua, latte e sostanze apposite.
Ma c’è anche qualcuno che ha tentato l’utilizzo della polpa di carta, nell’ambito del design, con soluzioni spesso ironiche.
Come la serie di arredi per il soggiorno creati da Dan Hochberg e Odelia Lavie con la loro Pulp Furniture. Un tavolino da caffè, delle sedie e un orologio da muro, in polpa di carta, al 100% naturale, fatta eccezione per il vetro del tavolino. Creati utilizzando lo stesso processo degli imballaggi, sono complementi leggeri, trasportabili, biodegradabili, riciclabili, che hanno un look moderno e decisamente originale.
Soluzioni ecologiche e naturali, che ricordano giganteschi contenitori per le uova, anche nella forma, ma che, nonostante le apparenze, sono solidi e resistenti.
Al contrario della semplice carta, questo impasto di polpa di carta, opportunamente strutturato, sopporta anche pesi notevoli ed è molto resistente all’usura.
Resistenti e fuori dal comune anche i complementi creati dal designer olandese Jo Meesters.
La sua collezione, PULP 2.0, è una serie di vasi e di mobili post consumo, che rappresenta una vera arte del riciclo. I complementi, robusti e resistenti all’acqua, vengono ottenuti da rifiuti di carta e scarti di stampi di vasi: un progetto, TESTLAB project, che si inserisce in un’ottica più ampia di riutilizzo di materiali di scarto come la carta. Il materiale è ottenuto dalla combinazione di polpa di carta e cartone riciclati, vecchi giornali, colla e acqua, abbinate a colle epossidiche apposite, sistemate a strati alternati attorno agli stampi.
Una volta asciugato l’impasto, la struttura viene tagliata a metà per far uscire lo stampo, viene incollata nuovamente e viene rifinita con un ultimo strato di composto di polpa di carta esternamente e di resina internamente, in modo da consolidare il tutto.
E poi ci sono i complementi e gli oggetti della designer olandese Debbie Wijskamp. Una serie di oggetti e mobili in polpa di carta, che ricordano, da un lato, classiche cassettiere e madie, e dall’altro vasi in coccio e terracotta, ma dalla struttura leggera e resistente.
Debbie utilizza una purea di cartapesta e carta straccia per creare mobili ricchi di dettagli, anche strutturali: interessanti le modalità di giunzione a vista e le sofisticate rifiniture che ricordano tanto i mobili dei fumetti.
Sul sito si trovano due versioni di Paperpulp: c’è la polpa di carta classica, con cui Debbie crea dei bellissimi vasi, bicchieri, stoviglie e mobili, caratterizzati dal classico aspetto del materiale e Paperpulp +, la versione colorata, in tenui colori della terra, dove la tonalità dipende dalla quantità di inchiostro presente sui giornali riciclati utilizzati.
Gusto e originalità, senza perdere di vista l’ecologia.
Non poteva mancare un’applicazione di polpa di carta per il mondo dei bambini. E quella che vi sto per proporre è proprio una chicca. Parupu è una sedia per bambini creata in un materiale nuovo, nato dall’evoluzione della cartapesta. Il DuraPulp, una polpa di carta, miscelata con PLA, ovvero plastica biodegradabile in amido di granoturco, che degrada rapidamente in compostaggio ed è caratterizzata da un’elevata trasparenza e da un’ottima termoformabilità.
Presentata qualche anno fa al Salone del Mobile di Milano, Parupu esteticamente ricorda la semplice polpa di carta dei contenitori delle uova, ma che è decisamente più resistente. Creata dall’associazione svedese Sodra, in collaborazione con l’architetto Claesson Koivisto Rune, DuraPulp sopporta anche pesi di una certo livello ed è resistente all’umidità, oltre che all’usura quotidiana e del tempo, alla pari di legno e alluminio.
Caratteristiche che rendono Parupu perfetta per i bambini, per le loro camerette e per i giochi pieni di fantasia, senza il problema di rovinare nulla.
odelia-dan.blogspot.com
www.jomeesters.nl
www.debbiewijskamp.com
www.sodrapulplabs.com
www.cedap.mc/pla/ita/home.html