Intorno agli anni '60/'70 si e' assistito ad un cambiamento radicale nell'utilizzo dei materiali per le pavimentazioni.
Le piastrelle in ceramica, prodotte industrialmente, avevano, di fatto, soppiantato quasi totalmente il marmo.
Le ragioni di questo sono principalmente da ricercare nella esigua varietà di marmi, allora disponibile, che non poteva competere con l’assortimento di colori, forme e disegno della ceramica oltre alla maggiore economicità e all'agevole posa in opera.
In quest’ultimo periodo, l’immissione sul mercato di marmi provenienti da ogni parte del mondo, ha in parte riaperto il commercio di questo prodotto che ben si abbina a qualunque esigenza di arredamento (classico o moderno).
Il costo rimane superiore rispetto a quello di un comune pavimento in ceramica, perché, oltre all’acquisto, si deve considerare un onere maggiore dovuto alla modalità di posa in opera ed alla levigatura finale della superficie.
A parte ciò, il marmo, in quanto naturale ha indiscutibili pregi, rispetto a qualunque altro prodotto industriale.
La qualità principale di questo materiale è quella di valorizzare qualunque ambiente con classe ed eleganza e di avere una superficie perfettamente piana e lucida.
È evidente che quest’ultima caratteristica viene in parte compromessa dall’usura quotidiana che è più visibile in quelle zone maggiormente trafficate come i disimpegni, i soggiorni e le parti prospici
enti alcuni arredi come i letti e gli armadi.
Questo problema è facilmente risolvibile e con costi contenuti, con una nuova lucidatura della superficie che permette al pavimento di ritornare alla brillantezza originaria.
Di contro, però, il suddetto materiale, anche se compatto, assorbe facilmente i liquidi e
quindi si corre il rischio, come nel caso di versamento di olio, di lasciare degli aloni sul pavimento se non si interviene in modo tempestivo.
Tale fenomeno è più evidente nel caso di utilizzo dei pavimenti in pietra naturale.
Per la scelta del tipo di marmo, da utilizzare all’interno del proprio alloggio, valgono alcune indicazioni di carattere generale.
Innanzitutto, le lastre che dovranno essere tagliate, devono provenire da un unico blocco di cava.
Ciò permette di avere un materiale dall’aspetto visivo
(venature e colore) omogeneo.
Per avere una maggiore certezza circa l’effetto finale del marmo già lavorato, nel caso in cui venga proposto un materiale ancora grezzo e non levigato, basta bagnare abbondantemente la superficie con acqua.
Nella posa degli elementi bisognerà chiedere all’installatore di collocare, in corrispondenza degli angoli, pezzi già lucidati in laboratorio, poiché queste zone risultano difficilmente accessibili dalle macchine levigatrici.
arch. Emanuele Distefano