Le lampade fluorescenti sono costituite da un tubo di vetro rivestito internamente con sostanze fluorescenti e contenente vapori di mercurio a bassa pressione, un reattore elettronico provvede a generare, all'accensione, una scarica elettrica e a mantenere costante il valore di corrente assorbita, responsabile della produzione della scarica elettrica che produce la radiazione luminosa.
Rispetto alle lampade ad incandescenza, le lampade fluorescenti sia per uso interno che esterno agli edifici commerciali e scolastici ed in misura minore in quelli residenziali, possono essere, utilizzate con efficacia dove non sono richieste accensione e spegnimenti frequenti; hanno una maggiore efficienza, in termini di rapporto tra l’energia luminosa emessa e quella elettrica assorbita e di durata di vita media; questi ultimi parametri possono essere fino a 10 volte tanto i corrispondenti valori delle lampade ad incandescenza, con una resa cromatica leggermente inferiore (80 contro i 100 delle lampade ad incandescenza).
La richiesta di un reattore costituisce uno svantaggio in termini di rapidità di installazione rispetto alle lampade ad incandescenza ed anche in termini economici, se il reattore non è di tipo elettronico è richiesto, inoltre, uno starter per la generazione della scarica elettrica nel tubo; i tubi fluorescenti, sono disponibili in commercio con diverse tonalità di colore, con svariate lunghezze e potenze ed in ogni caso la quantità di calore prodotta rispetto alle lampade ad incandescenza è nettamente inferiore.
Le lampade fluorescenti possono essere suddivise in due grandi famiglie: le lampade fluorescenti tubolari e quelle compatte, queste ultime più comunemente note come lampade a risparmio energetico, a loro volta possono essere del tipo integrate o non integrate.
Le lampade fluorescenti tubolari, possono essere circolari o lineari (identificate comunemente come Neon) e rivestite internamente con diversi tipi di materiali a base di fosforo, i materiali standard sono generalmente utilizzati per lampade destinate agli ambienti di lavoro, mentre quelle rivestite con trifosforo hanno rese cromatiche molto elevate ed elevata resa luminosa, le lampade che utilizzano il pentafosforo raggiungono i massimi valori ottenibili di resa cromatica ma la resa luminosa è inferiore rispetto a quelle a trifosforo.
Le lampade fluorescenti compatte possono, per le dimensioni contenute e spesso per l’integrazione del reattore, sostituire a piè pari le lampade ad incandescenza avendo lo stesso tipo di attacco (il più comune è quello indicato come attacco Edison, E) offrendo rispetto ad esse e a fronte di un maggiore costo iniziale, tutte le caratteristiche vantaggiose, sopra descritte; una lampada ad incandescenza di
100 W può essere sostituita con una lampada fluorescente compatta da 20W.
L’elevata efficienza delle lampade fluorescenti compatte, può essere lesa da cicli di accensione e spegnimento con intervalli di tempo inferiori al quarto d’ora.
Per tutte le lampade fluorescenti, per la presenza in esse, più o meno significativa di materiali tossici, è richiesto uno smaltimento specifico e non possono essere trattate come materiale indifferenziato come invece accade per le lampade ad incandescenza.
ing. Vincenzo Granato