"La leggenda racconta che una volta un re vinse una grande battaglia per difendere il suo regno, ma per vincere dovette compiere un'azione strategica in cui suo figlio perse la vita. Da quel giorno il re non si diede più pace, poiché avrebbe voluto trovare un modo di vincere senza sacrificare la vita del figlio. Così tutti i giorni rivedeva lo schema della battaglia, ma senza trovare una soluzione.
Tutti cercavano di rallegrare il re, ma nessuno ci riusciva.
Un giorno, venne al palazzo un brahmino, Lahur Sessa, che, per rallegrare il re, gli insegnò un gioco che aveva inventato: il gioco degli scacchi. Il re si appassionò a questo gioco e, a forza di giocare, capì che non esisteva un modo per vincere quella battaglia, senza sacrificare un pezzo, suo figlio. Allora il re fu finalmente felice e chiese a Lahur Sessa quale voleva che fosse la sua ricompensa: ricchezze, un palazzo, una provincia o qualunque altra cosa.
Il monaco rifiutò, ma il re insistette per giorni, finché alla fine Lahur Sessa, guardando la scacchiera, gli disse: "Tu mi darai un chicco di grano per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza, otto per la quarta e così via".
Il re rise di questa richiesta, replicando che avrebbe potuto avere qualunque cosa e invece si stava accontentando di pochi chicchi di grano.
Il giorno successivo, i matematici di corte andarono dal re e gli dissero che per adempiere alla richiesta del monaco non sarebbero bastati i raccolti di tutto il regno per ottocento anni.
Lahur Sessa aveva voluto in questo modo insegnare al re che una richiesta apparentemente modesta poteva nascondere un costo enorme. Comunque, una volta che il re lo ebbe capito, il brahmino ritirò la sua richiesta e divenne il governatore di una delle province del regno"." ( www.federscacchi.it)

In realtà il gioco degli scacchi ha origini non certe, la notizia più accreditata, forse dal racconto leggendario, pone comunque la sua genesi in India.
Il gioco da tavolo, dal provenzale escac che deriva a sua volta dal persiano Shah = re, (da cui l'espressione ShÄh mÄt(a), Scacco Matto, che significa Il re è morto), in ogni caso ha avuto una diffusione relativamente rapida, anche grazie ai mercanti ed ai carovanieri dell'epoca.
N
on sappiamo di che materiale sia stata realizzata la prima scacchiera, ma oggi in commercio ne troviamo alcune realizzate diversi materiali che assurgono alla duplice funzione: gioco ed arredo.
Siamo solitamente abituati a vedere nelle case scacchiere con 16 pezzi bianchi e 16 pezzi neri che caratterizzano il tavolo da gioco in modo rappresentativo e figurativo.
L'azienda Scripta realizza pezzi esclusivi in quanto realizzati a mano e dal forte gusto minimalista. L'unicità di tale scacchiera è proprio l'artisticità utilizzata nella lavorazione dell'acciaio rendendo ogni pezzo elitario nel suo genere.
Il design moderno unito alla lucentezza tipica del materiale fa di questi oggetti u
n elemento raffinato ma allo stesso tempo familiare.
Gli scacchi sono disegnati per esaltare il design e la linea pura tipicamente minimalista, lineari, puliti e senza eccessi. Per gli amanti degli scacchi, ma anche per l'esclusività di possedere oggetti unici, è possibile impreziosire le pedine con pietre preziose oppure con l'incisione delle iniziali sia sui pezzi che sulla scacchiera.
Gens una sumus (Motto della FIDE - Fèdèration Internationale des èchecs).
www.scriptadesign.it - Scacco matto? - riusciremo prima o poi a realizzarlo!
arch. Monica Pezzella