L'illuminazione di un edificio, sia interna che esterna, ha una notevole importanza in termini di comfort reso alle persone che occupano i vari ambienti ed in termini economici con consumi che possono incidere significativamente sulla spesa energetica complessiva degli edifici correlati ad un impatto notevole sull'ambiente in termini di emissione di CO2.
I parametri fondamentali per caratterizzare tecnicamente una lampada sono: la potenza, il flusso luminoso, l’illuminamento, l’intensità luminosa, la temperatura di colore, l’indice di resa cromatica, l’efficienza luminosa e la durata di vita della lampada.
La potenza espressa in Watt descrive sinteticamente la quantità di energia elettrica assorbita al secondo dalla lampada.
Il flusso luminoso descrive la quantità di energia luminosa emessa dalla lampada al secondo, è espresso in Lumen, lm.
L’illuminamento della lampada, espresso in lux, descrive la quantità di flusso luminoso che incide su una superficie di un metro quadro.
L’intensità luminosa, espressa in candela cd, descrive l’intensità della luce emessa dalla lampada in una specifica direzione.
La durata di una lampada è definita, specificate le condizioni di prove, misurando il numero di ore dopo le quali la metà di un lotto di lampade cessa di funzionare.
I gradi kelvin, K, esprimono la temperatura di colore per una certa radiazione luminosa, ossia la temperatura che dovrebbe avere un corpo nero affinché la radiazione luminosa emessa da quest'ultimo risulti cromaticamente simile alla radiazione considerata.
L’indice di resa cromatica, Ra, compreso tra 0 e 100 descrive la capacità della radiazione luminosa emessa da una lampada di far apparire gli oggetti come se fossero illuminati dalla luce naturale.
L’efficienza luminosa esprime il rapporto tra l’energia luminosa emessa da una lampada per unità di tempo e quella elettrica assorbita, è espressa in lm/W.
L’illuminamento medio di riferimento degli ambienti domestici e di lavoro è definito da varie norme che fanno capo alla norma principale UNI EN 10380; le norme in genere e compatibilmente alle attività svolte negli ambienti suggeriscono di creare in questi ultimi illuminazioni uniformi, caratterizzate da variazioni contenute tra ambienti comunicanti.
L’illuminazione, generale, media di riferimento può assumere valori dell’ordine di 100/150 lux che possono essere estesi a 200 lux negli ambienti dove ci sono esigenze specifiche come le sale da pranzo o camere con specchi e armadi, mentre nelle camere da studio e/o lettura i valori di illuminamento suggeriti sono dell’ordine di 500 lux; è bene evidenziare che i lux possono essere definiti in funzione di una superficie di riferimento che può essere il pavimento, un tavolo, una scrivania etc.
Le sorgenti luminose con le quali ottenere i suddetti valori di illuminamento in genere dovrebbero avere valori medi di temperatura di colore dell’ordine di 3000K ed indici di resa cromatica non inferiore a 90.
Tra i fattori propri degli ambienti che si vogliono illuminare non sono trascurabili l’orientamento geografico degli stessi, per massimizzare lo sfruttamento di luce naturale e la scelta delle tinte di colori delle pareti che chiare amplificano gli effetti di riflessione della luce artificiale riducendone i consumi.
ing. Vincenzo Granato