La ricerca progettuale applicata ai modi di abitare procede, giocoforza, su due binari paralleli: uno, quello relativo alle abitazioni che potremmo definire di edilizia corrente e non di lusso, e' limitato, necessariamente, dalle ridotte possibilita' economiche e, spesso, anche di superficie disponibile, che riducono gli spazi di manovra degli architetti costringendoli (e non e' necessariamente un male) a prediligere soluzioni e tecnologie di facile ricorso; l'altro binario, aperto a pochi, è appunto quello delle ville ed abitazioni monofamiliari di lusso, contesto compositivo dove un buon rapporto tra committente e progettista, unitamente ad elevate risorse economiche, spingono alla creazione di pezzi d'opera che rimangono nella storia dell'architettura.
In questo contesto privilegiato, le riflessioni che si possono fare sul senso dell'abitare diventano scelte di composizione architettonica, a volte rileggendo vecchi ma mai superati criteri tipologici a volte azzardandone di nuovi. Nel caso della villa denominata White O, progettata e realizzata da Toyo Ito a Marbella del Cile, è evidente una rilettura intelligente e coraggiosa della tipologia della casa con patio o corte interna, spinta però a dialogare con maggior forza con il contesto ambientale sfruttando le possibilità della tecnologia del cemento armato. Il progetto nasce all'interno di una interessantissima iniziativa denominata Ocho al Cubo, un innovativo progetto immobiliare che mette la buona architettura al centro dell'iniziativa e non al mero servizio della stessa, con l'intento di valorizzare tanto la bellezza del paesaggio cileno quanto la nuova ed interessante generazione di progettisti locali.
Planimetricamente la White O si presenta come una sorta di rettangolo deformato, con un lato diventato un arco di circonferenza inflesso ad incontrare uno degli spigoli della sagoma in pianta, mentre il cortile interno è eccentrico e posizionato più verso la zona d'ingresso; questo aspetto dell'organizzazione distributiva, sostanzialmente semplice, diventa però forte elemento compositivo perchè il suolo su cui è costruita la casa è in pendenza, ed in particolare il cortile interno si sviluppa su un pendio. La conseguenza di ciò è che una parte della villa, tra la rampa di ingresso ed il corpo delle camere, è rialzata rispetto alla quota di campagna, con ampi e vistosi squarci visivi tra l'interno e l'esterno, visto che la rampa d'ingresso è sospesa su parte del pendio del cortile, che così non è chiuso verso l'interno ma continua esternamente.
L'intera zona giorno si sviluppa con grandissime vetrate a tutta altezza affacciate verso il cortile, e assieme alla rampa di accesso aperta sui lati e alla rampa interna che collega zona giorno e zona notte si crea un fortissimo senso visivo di continuità degli spazi, solo appena negato, ma non completamente, da un porzione di vetratura realizzata con profilati in vetro ad U satinati, che proteggono l'intimità visiva del corridoio della zona notte. L'edificio è realizzato completamente in cemento armato bianco a vista, utilizzato come finitura interna ed esterna per pareti e soffitti, con un pavimentazione in lastre di pietra dalla tinta di base molto simile al cemento, il cui effetto generale è di raffinatezza e spartana ruvidità al tempo stesso.
Di notte, poi, l'effetto generato dalle luci della casa ricorda una sorta di lanterna magica ma involuta, chiusa in se stessa, e al tempo stesso parzialmente aperta verso il mondo, una vista che suscita enorme curiosità e rafforza il rapporto visivo interno-esterno, stavolta a favore degli osservatori esterni. Una piscina dalla forma irregolare arricchisce la dotazione della villa, e di notte diventa un'altra fonte di magica e soffusa luce azzurra, che fa da contrappunto a quella proveniente dall'interno dell'abitazione. La grezza ma elegante bellezza di questa abitazione, e l'originalità della sua composizione architettonica giocata fortemente sul rapporto di osmosi visiva con l'ambiente esterno, è un nuovo ed interessante approccio progettuale alle tematiche della residenza moderna. Peccato che sia per pochi eletti!
24/07/2010
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Per l'appuntamento d'autunno di Abitare il Tempo, oltre al legno, e' il colore il vero protagonista della manifestazione, per le collezioni piu' esclusive.
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16/09/2009
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Dal 17 al 21 settembre, il mosaico dell'abitare si ricompone creativamente all'interno della ventiquattresima edizione di Abitare il tempo 2009....
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