Costruire una casa antisismica costa poco di piu' rispetto ad un edificio tradizionale, ma aumenta il valore commerciale dell'immobile ed e' un investimento in termini di sicurezza.
Da L'Aquila ad Haiti al Cile, fino al recente caso della Turchia, le cronache degli ultimi mesi hanno portato, purtroppo, piu' volte in evidenza il drammatico problema dei terremoti e dei loro effetti, a volte catastrofici. Se da un lato e' ancora impossibile prevedere il verificarsi di un sisma, dall'altro un elemento appare lampante, che, cioè i suoi effetti sono tanto più gravi quanto peggiore è la qualità degli edifici dal punto di vista strutturale.
In poche parole, è possibile limitare il più possibile i danni e le perdite di vite umane, costruendo edifici antisismici.
In Italia le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, di cui l’entrata in vigore era stata più volte rinviata, sono andate a regime solo dopo i tragici fatti dell’Abruzzo.
Le nuove norme classificano il territorio della Penisola in zone sismiche in cui varia il rischio e quindi gli accorgimenti tecnici minimi da rispettare. Ciò che cambia, rispetto a quanto accadeva prima del 30 giugno 2009, è che nessuna parte del territorio risulta più non classificata, per cui diventa obbligatorio, per ottenere un Permesso di Costruire, che la struttura sia verificata simicamente.
Il progettista strutturale deve verificare che l’edificio sia in grado di resistere alle sollecitazioni dei sismi che in quella zona possono verificarsi, e questo viene fatto con l’impiego di software che sono in grado di simularne l’intensità e gli effetti sull’edificio.
Le tecniche per costruire una casa antisismica sono sostanzialmente di tre tipi:
- allargamento delle sezioni dei pilastri portanti;
- simmetria in massa;
- regolarità in altezza.
La prima è la tecnica più semplice e si basa sul fatto che, allargando le dimensioni dei pilastri, si offre maggiore resistenza alle sollecitazioni.
La seconda si definisce rispetto ad un ipotetico asse centrale rispetto a cui deve esserci uguale distribuzione di pesi da un lato e dall’altro, e risulta più vincolante dal punto di vista progettuale.
La terza prevede che ci sia una sostanziale simmetria rispetto ad un ipotetico piano verticale.
Purtroppo ancora oggi, costruire una casa secondo criteri antisismici viene visto solo come un aggravio di spesa, e non un elemento indispensabile ai fini della sicurezza e un investimento, anche economico, per il futuro.
Una recente ricerca di Immobiliare.it dimostra che, in realtà, costruire una casa antisismica costa appena il 10% in più rispetto ad un edificio tradizionale. Infatti, se nella costruzione di un edificio la parte strutturale incide del 30% sul costo complessivo, nel caso di una struttura progettata secondo criteri antisismici la percentuale di incidenza sale solo al 33%.
Volendo fare un esempio, se le strutture di un edificio costano 100.000 euro, il costo sale a 110.000 euro se sono adeguate simicamente.
Il valore commerciale, però, di un edificio di tal genere è superiore alla maggiore spesa per costruirlo, per cui si tratta comunque di un investimento vantaggioso.
Diverso è, invece, il discorso, per quanto riguarda i tempi di realizzazione della struttura: si stimano tempi necessari più lunghi di circa il 30%. Ma, tutto sommato, è una attesa che vale la pena di affrontare, se in cambio si ha garanzia di una durata maggiore dell’immobile.
Attualmente le case che in Italia rispondono alle nuove norme antisismiche sono circa il 27% del totale, percentuale destinata ad aumentare vista la recente entrata in vigore della legge.